Un maxischermo per la «prima» del nuovo Pdl

Maxischermo in piazza San Babila per il via alla campagna elettorale di Silvio Berlusconi, che parte da Milano e più precisamente dal luogo in cui tre mesi fa, il 18 novembre, con un discorso a sorpresa aveva lanciato il Popolo della libertà e l’idea di un partito unitario che adesso è diventata una realtà e una lista elettorale. A fianco del Cavaliere, i rappresentanti locali di Forza Italia e i Circoli della libertà di Michela Vittoria Brambilla, che ha organizzato la manifestazione al Teatro Nuovo e che introdurrà il discorso del leader del centrodestra. In sala anche Riccardo De Corato, il vicesindaco di An, primo segnale della fusione annunciata da Fini e Berlusconi. E anche se non è prevista una mobilitazione dei militanti di Alleanza nazionale, Ignazio La Russa fa sapere che sarà assente per poter essere ai funerali della mamma di Fini. «Altrimenti avrei partecipato» assicura.
«Rialzati, Italia» è il leit motiv della campagna elettorale anticipato da Berlusconi prima di lasciare Roma per Arcore, dove ieri sera ha visto il segretario della Lega, Umberto Bossi. «La sinistra ha messo in ginocchio il Paese» è la spiegazione dello slogan che oggi sarà declinato in modo più ampio. La Brambilla sfoggia soddisfazione: «Non è un caso la scelta del Teatro Nuovo». La Brambilla sostiene lo scatto in avanti: «Berlusconi non fa nulla per caso e il 18 novembre con il Pdl ha aperto un nuovo scenario. Adesso che anche una forza prestigiosa come An l’ha fatto proprio, siamo a un salto di qualità. I Circoli saranno il suo esercito. Questa giornata per noi è il traguardo di una marcia faticosa».
La Cdl lombarda, intanto, fa le prove di unità. E ieri davanti a Palazzo Marino per difendere Malpensa si è presentata a ranghi completi, da An a Forza Italia alla Lega fino all’Udc, nonostante i dubbi sull’alleanza che ancora serpeggiano nel partito di Casini. «Noi diciamo no a un partito unico, sì all’alleanza con il Pdl mantenendo il nostro simbolo. Altrimenti potremmo correre da soli o rifare il Partito dei moderati, una specie di Ppe all’italiana» dice il segretario regionale dell’Udc, Luigi Baruffi. Ma un’intesa è tutt’altro che esclusa, come ha auspicato anche Formigoni durante l’incontro di ieri con i consiglieri regionali azzurri, la coordinatrice Mariastella Gelmini e l’assessore Giancarlo Abelli. Una riunione in cui si è parlato anche della lista unica con An. Comporre le liste non sarà facilissimo, perché è più arduo ipotizzare il numero di parlamentari eletti. Ad aiutare è il premio di maggioranza in cui il Pdl confida alla Camera e che non è scattato alle politiche del 2006. Secondo i primi calcoli, a parità di voti darebbe a Forza Italia, An e Lega diciotto deputati in più. La Brambilla non nega che le farebbe piacere essere della partita: «Sarebbe bello essere candidata in Lombardia, ma sarà il presidente Berlusconi a decidere. Per esempio sono stata a Padova e anche lì ho trovato tanto entusiasmo».