Maxisconto a Juve e Lazio. Milan a mani vuote

Derubricata la posizione del patron viola Della Valle

Marcello Di Dio

da Roma

Otto punti di sconto alla Juventus e alla Lazio, quattro alla Fiorentina, nessuna concessione al Milan. Le attese sentenze degli arbitri del Coni che chiudono il processo sportivo a Calciopoli - salvo eventuali ricorsi al tribunale ordinario - arrivano in tarda serata. Senza clamore, ma con secchi comunicati e motivazioni sintetiche (come già concordato con i club). Il lavoro finale dei cinque arbitri, presieduti da Pierluigi Ronzani, si interrompe per circa tre ore: ci sono da discutere le controversie con l’ex presidente della Figc Carraro e con le società Juventina e Trapani. Così il verdetto scivola di ora in ora e nella battaglia della riservatezza il Coni stravince rispetto agli organi della Federcalcio: nessuna fuga di notizie, solo pronostici degli addetti ai lavori.
Alla fine arrivano gli sconti, ma non per tutti: il collegio arbitrale riduce la penalizzazione della Juve da -17 a -9 e quella della Lazio da -11 a -3, ritenendo le precedenti sentenze già afflittive per tali club (la perdita di due scudetti più la retrocessione in B con handicap per i bianconeri; l’esclusione dall’Europa per la Lazio, oltre all’handicap di partenza). Al club torinese viene riconosciuta anche l’azione atta «a eliminare la possibilità di reiterazione dell’illecito, revocando i poteri agli amministratori coinvolti e sostituendo integralmente il consiglio di amministrazione». Per quello biancoceleste, invece, viene riconosciuta «la natura esclusivamente istituzionale dei contatti tenuti dal presidente Lotito, pur impropriamente avviati».
La Fiorentina si vede ridotta da -19 a -15 la sua penalizzazione: per gli arbitri del Coni non è venuto meno l’illecito del club anche se la posizione del patron Diego Della Valle è stata «derubricata» (dall’articolo 6, ovvero illecito, all’articolo 1, che equivale a condotta antisportiva) in merito alla partita Lecce-Parma. Manca infatti la prova del compimento da parte di Della Valle «di atti diretti ad alterare lo svolgimento della gara, nell’ambito del disegno concertato dall’arbitro De Santis, dal designatore Bergamo e dal vicepresidente federale Mazzini». La Fiorentina è però «sanzionabile per responsabilità presunta (articolo 9) non essendo emerso dalla prove fornite e dall’istruttoria, il fondato dubbio che il club non abbia partecipato all’illecito concertato». Da qui la minima riduzione dell’handicap, con la proprietà che nelle prossime ore dirà la sua. L’eventuale ricorso al Tar potrebbe però riguardare solo i singoli dirigenti e non la società, allontanando così lo spettro dell’intervento della Fifa sulla nostra federazione.
Infine il Milan, unico club a mantenere la stessa pena inflitta dalla Corte Federale. Gli arbitri del Coni hanno infatti riconosciuto che il «comportamento di Leonardo Meani, addetto agli arbitri, sia gravemente lesivo del dovere di lealtà sportiva per aver direttamente interloquito con un soggetto partecipante al processo di designazione della terna arbitrale». In più, la violazione dell’articolo 1 viene riconosciuto anche per Adriano Galliani, che «ha tollerato e implicitamente approvato il comportamento di Meani». E il Milan è ugualmente responsabile «pur con l’attenuante dell’esigenza di reagire a un presunto torto arbitrale». Il -8 resta tale anche perché «non preclude il raggiungimento dei più alti traguardi sportivi». Per i rossoneri e la Juventus la squalifica del campo viene sostituita con un incasso di una partita casalinga da devolvere alla Figc per la promozione dell’attività giovanile e dilettantistica, mentre la Lazio verserà due incassi e la Fiorentina tre. Inoltre tutte le società pagheranno un’ammenda di 100mila euro (la Juventus 120mila).