Maxisequestro di tabacco africano

Gli uomini del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, tramite un’operazione di lotta al contrabbando di sigarette, ha sequestrato oltre 500 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri destinati alla vendita sul territorio capitolino.
Dalle indagini, iniziate un anno fa, a seguito di sequestri che hanno interessato piccoli commercianti di nazionalità egiziana, è emersa l’esistenza di una vasta organizzazione in grado di far arrivare in Italia ingenti quantitativi di tabacchi, riservati per lo più al consumo della locale comunità araba.
Il prodotto infatti è risultato aromatizzato da fumo per narghilè (noto come melassa di tabacco), una sostanza diffusa soprattutto tra gli stranieri di origine araba. Il tabacco, di provenienza nordafricana, veniva introdotto nel nostro Paese con carichi di copertura che simulavano l’importazione di mobili o generi alimentari. Una volta giunte in Italia, le «bionde» venivano concentrate in due depositi della periferia romana per poi essere messe in commercio attraverso una capillare rete di vendita.
Nei due depositi sono state sequestrate quantità di tabacchi che, una volta immesse sul mercato, avrebbero procurato profitti per oltre centomila euro, con un’evasione di imposta di circa 40mila euro.
Tre persone sono state denunciate, due egiziani di 38 e 48 anni ed un algerino di 33 anni, dalla Procura della Repubblica di Roma. L’ipotesi di reato è quella di contrabbando aggravato.