Mayer in manicomio Pm: «Da solo lo sport non può farcela»

da Torino

Braccato dalla polizia italiana e da quella austriaca, il chiacchieratissimo Walter Mayer, occhi di ghiaccio, capelli brizzolati da biondi che erano, già tecnico della nazionale austriaca di sci, poi licenziato dalla sua stessa federazione, è caduto nella rete in Carinzia. Dopo aver tentato di forzare un posto di blocco, è stato arrestato e ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Klagenfurt, controllato a vista perché - pare - avrebbe tentato di fuggire tuffandosi da una finestra. C’è anche chi ha pensato a un tentativo di suicidio.
GALERA. In Austria già da domenica si trovano i due biathleti Wolfgang Perner e Wolfgang Rottman, fuggiti precipitosamente dal villaggio olimpico poche ore dopo l’irruzione degli agenti. «Sono scappato perché avevo paura di finire in galera - ha detto Perner - terrorizzato anche dal fatto che i carabinieri mi hanno fatto spogliare due volte, infuriati perché mi ero rifiutato di firmare una dichiarazione in italiano, lingua che non conosco». Sia Perner sia Rottman sono stati comunque espulsi dalla squadra austriaca.
IL CANCELLIERE. Nella sede degli sciatori austriaci, al Sestriere, è arrivato intanto il cancelliere della vicina repubblica, Wolfgang Schuessel, che ha avuto parole pesanti: «Trovo indegno che uno come Walter Mayer, bandito dai Giochi olimpici fino al 2010, si sia presentato qui e abbia messo in difficoltà la nostra squadra. Il doping va combattuto e le persone come Mayer espulse definitivamente dal consesso sportivo». Schuessel, però, riferendosi al blitz, ha anche osservato che «non è normale che giovani sportivi, alla vigilia di una competizione importantissima, siano trattati come delinquenti».
IL MAGISTRATO. A chiarire la situazione è intervenuto Marcello Maddalena, procuratore capo di Torino che, parlando anche a nome di Guariniello, ha osservato che «questa vicenda suggerisce come l’intervento dell’autorità giudiziaria nel mondo del doping sia necessario non essendo quella sportiva autosufficiente». Quanto al blitz, esso «è partito su richiesta del Cio e dell’Agenzia mondiale antidoping».
HERMINATOR. A difendere il suo quasi omonimo Mayer è intervenuto, peraltro con alcuni distinguo, Hermann Maier, il grande campione dello sci alpino austriaco già vincitore di due medaglie a Torino 2006 (argento in SuperG e bronzo in gigante): «Questa vicenda non mi piace, si sta dando la caccia a Walter Mayer come se fosse Bin Laden. Proprio esagerato».