Mazzarello, il senatore che sbaglia più dei sondaggi

Un esordio che è tutto un programma. «Mi fate commentare questi dati e io non ho paura a commentarli». Così parlò il senatore Graziano Mazzarello all’apparire del primo sondaggio a urne chiuse, quello che dava Marta Vincenzi strasicura al 55 per cento. Poi, mano a mano che passavano i dati e le certezze del centrosinistra, lui, il senatore che annunciava il taglio dei ticket quando il governo si rifiutava di fare marcia indietro, continuava a lanciarsi in previsioni ottimistiche. «Nonostante le proiezioni sui seggi scrutinati, io vi dico che alla fine Marta arriverà lo stesso al 55 per cento», sorrideva tranquillo quando le cose andavano male. Poi, nella lunga notte dell’altalena, magari arrivava una manciata di seggi rossi che riportavano verso il 53 per cento le quotazioni di Marta. E lui era pronto a esultare: «Visto? Avevo ragione io, è da questo pomeriggio che ve lo dico». Sottolineature che peraltro trovavano l’apprezzata eco del direttore di Primocanale, Mario Paternostro: «Eh, sì. È giusto dare atto al senatore che la sua previsione era azzeccata». Poi le urne diranno che il senatore aveva preso un abbaglio, ma pazienza. Nel frattempo era destinato a restare prigioniero dell’etere un altro vaticinio mazzarelliano: «Vedrete che la Vincenzi prenderà più voti dei partiti della sua coalizione». Appunto. MiniMarta ha preso oltre il 2 per cento in meno dei partiti che la sostenevano. Ma d’altra parte cosa poteva dire il senatore che è stato il massimo sponsor della Vincenzi alle primarie?