Per le mazzette all’Enel condannati in Germania due ex manager Siemens

Il primo processo per i casi di corruzione alla Siemens si è concluso con una sentenza del Tribunale di Darmstadt di condanna a reclusione con la condizionale per i due ex manager imputati. Siemens è stata inoltre condannata a restituire 38 milioni di euro, parte degli utili complessivi realizzati grazie alle pratiche di corruzione. Contro questa decisione la multinazionale ha già annunciato di voler fare ricorso. L’imputato Andreas Kley, 63 anni, ex direttore finanziario della divisione energetica Siemens, è stato ritenuto colpevole di aver corrotto i dirigenti della società Enel ed è stato condannato a due anni di reclusione con la condizionale per corruzione e malversazione. L’ex consulente Horst Vigener, 73 anni, è stato riconosciuto colpevole di complicità nel caso di corruzione e condannato a nove mesi con la condizionale. Entrambi i manager a marzo hanno ammesso in tribunale di aver versato, tra il 1999 e il 2002, tangenti per sei milioni di euro a due amministratori delegati di società del gruppo Enel, per aggiudicarsi due grossi contratti per turbine a gas del valore complessivo di 450 milioni di euro. I dirigenti italiani dell’Enel e altri due responsabili della Siemens erano già stati condannati dal Tribunale di Milano a pene di reclusione con la condizionale. Con la pena pecuniaria inflitta alla Siemens, i giudici di Darmstadt, nel sud della Germania, sono restati ben al di sotto della richiesta del Procuratore che aveva chiesto tre anni e mezzo per il manager e 18 mesi con la condizionale per il consulente e la restituzione di 97,7 milioni di euro. Si tratta della prima sentenza nello scandalo corruzione che sta investendo l’azienda tedesca dallo scorso autunno.