Mazzette in dogana: altri quattro arresti

Sono quattro gli ordini di custodia cautelare eseguiti ieri mattina dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza a carico di uno spedizioniere doganale e di tre dipendenti dell’Agenzia delle dogane del porto di Genova-Passo Nuovo, uno dei quali in pensione: si tratta di Berto Mario Bonaccini, titolare della ditta Alba Sped, Clemente Ventrone, genovese di 41 anni, collaboratore tributario, Antonio Massaro, di Trapani, 57 anni, direttore tributario, e il pensionato Giacomo De Carolis di Bari, 62 anni, capo sezione doganale (agli arresti domiciliari). I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione, concussione, peculato, falso documentale e concorso in contrabbando.
Altri 10 doganieri risultano iscritti sul registro degli indagati per gli stessi capi di imputazione. Secondo quanto spiegato dalle Fiamme gialle, sono state effettuate 45 perquisizioni tra Genova, La Spezia, Brescia e Milano, sia nelle case di spedizioni sia nelle abitazioni degli indagati nel corso delle quali - hanno spiegato gli investigatori - è stato sequestrata documentazione finanziaria che viene definita interessante. Sarebbero stati inoltre accertati pagamenti di denaro che gli spedizionieri avrebbero fatto ai doganieri per evitare, snellire o mitigare i controlli, permettendo così anche l’importazione di merci di contrabbando.
I doganieri del varco doganale portuale di Passo Nuovo sapevano di essere spiati: nei primi mesi del 2005 De Carolis aveva notato la presenza di una telecamera nel suo ufficio, e l’Agenzia delle dogane aveva fatto una richiesta di bonifica che era stata eseguita dalla polizia. Poco dopo questo episodio, che alla Dogana avevano pensato riferito all’indagine del varco portuale di Voltri, lo stesso De Carolis aveva chiesto di andare in pensione, cosa che era avvenuta ad aprile. Tre degli arrestati sono stati portati al carcere di Marassi, a uno dei soggetti sono stati concessi gli arresti domiciliari. L’operazione è un proseguimento dell’inchiesta del sostituto Francesco Pinto, che il 13 dicembre 2004 portò all’esecuzione di tredici ordinanze di custodia cautelare nei confronti di sette funzionari doganali e sei spedizionieri. Anche in quell'occasione le accuse a vario titolo furono concussione, corruzione, peculato e concorso in contrabbando. L’operazione interessò lo scalo Vte di Genova-Voltri, creando anche problemi operativi sulle banchine, con 87 perquisizioni nei confronti di funzionari doganali, spedizionieri e case di spedizione.
Secondo quanto spiegato dal dirigente della circoscrizione genovese dell'Agenzia delle dogane Francesco Bozzanca, i doganieri indagati e arrestati sono tutti funzionari di livello direttivo: sei di loro risultano ancora in servizio a Passo Nuovo. Di fronte alla nuova tranche dell'inchiesta il direttore della circoscrizione preferisce «sospendere il giudizio in attesa di conoscere le carte:Siamo a disposizione dell'autorità giudiziaria qualora ci fosse necessità di consulenza per conoscere il funzionamento del sistema doganale che è estremamente complicato».