Mazzette per i brevetti di volo «L’indagine è solo all’inizio»

La Procura sequestra i documenti dell’ispettore dell’Enac che ha cercato di corrompere un perito

«Cento, centocinquantamila... Si può arrivare a duecento per una consulenza favorevole a Eurojet, partendo dal presupposto che la colpa dell’incidente è stata comunque del comandante». Così parlava Corrado Sghinolfi, ispettore Enac a Linate. È la proposta del funzionario al consulente incaricato dalla Procura di accertare le cause dello schianto del Learjet 45 su un capannone di Peschiera Borromeo. L’uomo ascolta, il giorno stesso (il 2 giugno) denuncia l’episodio al magistrato. Quel consulente è la chiave di volta nell’indagine del pm Grazia Pradella. Grazie alla sua collaborazione vengono arrestati il funzionario Enac, l’avvocato Angelo Di Palermo, Guido Guidi e Edoardo Rubino, i due soci di Eurojet. L’accusa: corruzione in atti giudiziari.
«Sghinolfi - scrive il gip Bruno Giordano nell’ordinanza di custodia cautelare - agisce in qualità di mediatore, tra Eurojet e il perito per l’esecuzione dell’operazione. Il suo interesse è di certo economico, trattandosi di soggetto estraneo all’indagine per l’incidente». Di Palermo «è la mente giuridica del gruppo \, fornisce consigli circa le modalità della stesura della consulenza». Rubino e Guidi «sono i diretti beneficiari della condotta criminosa, entrambi per il ruolo in Eurojet». Questi i protagonisti. In particolare Sghinolfi («io sono il loro ispettore referente», spiega al consulente in riferimento a Eurojet), che il 22 giugno scorso, al telefono, fa sapere che «a Milano non c’è nessuno che possa sobbarcarsi l’aviazione generale come me... », e «ci sono i fornitori degli aeroplani, i venditori, con i quali li posso ricattare. Ma io non me lo sono neanche posto questo problema, perché loro sarebbero morti nei confronti nostri». Si sente importante, il funzionario.
Ma non è solo questo. Perché gli ultimi arresti potrebbero «scoperchiare» un vaso ben più preoccupante. Ieri, la Procura acquisito un’enorme mole di documenti nell’ufficio di Sghinolfi. «File» e schede tecniche firmate dall’ispettore Enac, arrivato a Milano da un anno dopo un’esperienza a Roma, responsabile per diciotto diverse compagnie aeree (e tra queste proprio Eurojet). Materiale che sarà vagliato dagli inquirenti, per capire se si sia trattato di un episodio isolato di corruzione, o se invece non ci si trovi di fronte a una prassi ben più consolidata.
La punta dell’iceberg, ecco il punto. Che Sghinolfi - in accordo con le compagnie aeree e in cambio di una percentuale sulla tangente da versare al consulente di turno - abbia già in passato «aggiustato» perizie, rilasciato brevetti in assenza dei requisiti necessari, allentato le maglie sulla manutenzione dei velivoli. E, aspetto ancora più preoccupante, che non sia stato l’unico dentro Enac. Scenari ancora a venire e tutti da verificare. L’Ente, intanto, ha fatto sapere di aver «provveduto alla sospensione cautelativa della certificazione di operatore aereo della società aerotaxi Eurojet», e «sospeso con decorrenza immediata» Sghinolfi.
Già da oggi inizieranno gli interrogatori dei quattro arrestati, «la cui condotta - sottolinea il gip - appare di eccezionale gravità, anche perché si inserisce in un contesto, quello della sicurezza aerea, la cui delicatezza è superfluo sottolineare e rispetto al quale manifestano un impressionante disinteresse e assenza di scrupoli». Poi alcuni piloti e passeggeri di aerotaxi Eurojet saranno sentiti dal pm Pradella. Che a quel punto potrebbe decidere di scandagliare altri episodi simili a quello di Peschiera Borromeo. E, magari, arrivare sino all’incidente di Linate. Era l’8 ottobre 2001, 118 persone morirono nello scontro tra un Md87 della compagnia scandinava Sas e un Cessna tedesco.