Mazzini è un istrione Il pm Palazzi cattedratico

Ruperto non è in primo piano ma domina la scena. Galliani è stringato, Giraudo istituzionale. Gli arbitri sembrano tanti soldatini

da Roma

Per sdrammatizzare un po’, il blob del processo visto sulla tv a circuito chiuso.
RUPERTO L’81enne Cesare Ruperto, presidente della Caf, non si vede mai in primo piano, la ripresa è in campo lungo e appare là in fondo dietro al tavolone della Caf, ma la sua voce si sente, eccome, stentorea, con marcato accento calabrese, con una competenza giuridica che solo un presidente dell Corte costituzionale può avere. Mette l’acceleratore, contingenta i tempi, ma soltanto a Mazzini arriva la minaccia di togliere la parola. Ineguagliabile.
PALAZZI Il 45enne magistrato militare napoletano ha l’aria del professorino, ma anche una grinta da vendere. È padrone della materia e lo fa vedere, il linguaggio giuridico è forbito, forse troppo, ma importante è che lo capiscano i giudici che devono giudicare. Per il popolino, sarà per un’altra volta. In carriera.
GIRAUDO Tenta una difesa istituzionale, basandosi su quelle che erano le sue prerogative istituzionali. Cita anche il Processo di Biscardi giudicandolo una specie di bar dello sport. Nega ogni addebito, ma non convince. Istituzionale.
MAZZINI Il vulcanico Innocenzo riesce a litigare con Ruperto in uno scambio di battute al vetriolo che gli fa rischiare l’esclusione dalla sala. Istrionesco, linguaccia toscana, ne ha per tutti in modo colorito e, qualche volta, fuori dalle righe, al punto che Ruperto lo invita a moderare i termini. Non conosce alcuna cupola, solo quella fiorentina del Brunelleschi. Si dà anche del millantatore e tanto altro. Standing ovation.
DE SANTIS Mette da parte la bella Silvia Morescanti e prende il microfono, che non è l’abituale fischietto, per tentare di togliersi le accuse di dosso. Sbagliava prima, sbaglia adesso: meglio tornare a fare l’ispettore penitenziario. Secondino.
GALLIANI Gela tutti con una dichiarazione che dura 45 secondi, ribadendo lealtà e correttezza sua e del Milan. Impeccabile.
MAZZEI Premette di «non aver fatto il fatto». Inascoltabile.
INGARGIOLA Si tira su i pantaloni, si abbottona e sbottona la giacca, allunga il colletto della camicia. Imbarazzante. Ammette di essersi chiuso in bagno a Reggio Calabria mentre Giraudo e Moggi insultavano Paparesta e di aver preso dall’arbitro la «busta segregata» col rapporto. Inguardabile.
ARBITRI I vari fischietti altro non sono che tanti soldatini in giacca blu che dicono «Non c’entro niente». In riga. E oggi avanti con gli assenti: Bertini punto da un’ape all’occhio, Meani per gravi problemi d’incolumità nella sua abitazione, ma soprattutto i Della Valle e Lotito.\