Mazzini L’europeista che lottò tutta la vita contro la monarchia

L'ottava lezione di Storia di Genova, «I funerali di Mazzini», tenuta dal professor Sergio Luzzatto, che insegna Storia moderna presso l'Università degli studi di Torino, ha fatto conoscere, al sempre numerosissimo ed attento pubblico presente, nei minimi dettagli, come si svolsero i funerali di Giuseppe Mazzini. La sua morte avvenuta a Pisa nel 1872 ed il trasporto del feretro in treno a Genova dove furono organizzati i funerali di «massa» (oltre 100 mila persone), con il coinvolgimento di una intera città. Ed il suo cadavere che venne imbalsamato-pietrificato.
Una vita avventurosa quella di Mazzini, che lo ha portato in giro per l'Europa soprattutto Francia, Inghilterra e Svizzera, per sfuggire alla polizia sabauda, essendo stato anche condannato a morte dai Savoia. Condanna mai revocata.
Nato nel 1805 a Genova, a 10 anni, nel 1815, assistette da bambino alla annessione illegittima della Repubblica di Genova al Regno di Sardegna. A 15 anni fu già ammesso all'Università di Genova, prima alla facoltà di Medicina, ma poi passò a quella di Legge. Nel 1827 ottenne la laurea ed iniziò la sua attività rivoluzionaria che lo costrinse a rifugiarsi in Francia. Di profonda e radicata fede repubblicana, fondò diversi movimenti politici per la liberazione degli stati europei dalle monarchie. Alla base delle sue idee vi era il desiderio di libertà dei popoli e la tutela dei diritti delle donne, anticipando di decenni quello che sarà poi sempre di più, dopo la seconda guerra mondiale, un «comune sentire» europeo.
Mazzini non accettò mai la monarchia e continuò tutta la vita a lottare per gli ideali repubblicani. Dalla madre, fervente giansenista, ricevette una rigida educazione che lo portò a concepire la politica come una «religione civile». Già europeista convinto, immaginò la futura unità europea non attraverso una gara di nazionalismi, ma attraverso una nobile emulazione dei liberi popoli per costruire una nuova libertà. Certamente Mazzini era permeato, anche se inconsciamente, dai valori della nostra civiltà ligure che, in oltre 700 anni di Storia era riuscita a costruire una Nazione-Stato repubblicana che stava già cercando di anticipare le future democrazie repubblicane europee. Purtroppo il prevalere delle monarchie, al Congresso di Vienna del 1815, ha arrestato l'esperimento «politico» ligure che avrebbe potuto portare tutta l'Italia ad essere già allora repubblicana e federale. Paradossalmente oggi la città di Genova è «costretta» ad onorare di più il re Vittorio Emanuele II, il «saccheggiatore» di Genova nel 1849, con la sua statua in piazza Corvetto, che non uno dei suoi cittadini più illustri, Giuseppe Mazzini, autentico figlio dei valori della civiltà ligure.
*presidente Movimento Indipendentista Ligure