Mazzone, rossoblù mancato, domani tiferà per la sua Lupa

A far tifo per la «sua» Roma ci sarà anche lui, Carletto Mazzone, colui che fu allenatore dei giallorossi per tanti anni e con i quali ottenne risultati notevoli.
Che farà la sua Roma, mister, col Genoa?
«Lasciatemi essere sincero, dovrebbe vincere. Anche se il Genoa è squadra che può inventare qualsiasi partita».
Che Roma era la sua, rispetto a questa di Enrique?
«Tutta diversa, anche se gli aspetti tecnico-tattici erano nei nostri piani. Fummo i primi a creare una certa organizzazione di gioco. Ma oggi tutto è esasperato».
Anche gli allenatori, Mazzone, «saltano» che è un piacere.
«Oggi l’allenatore vale il due di briscola...».
I presidenti vogliono fare tutto loro?
«Proprio così. D’altra parte i soldi sono i loro ed è giusto che desiderino entrare nei fatti tecnici. Però, dico io, occupatevi di tutto, ma almeno i risvolti tecnici lasciateli all’allenatore. Non è possibile far saltare tanti tecnici...».
Lei spera nel successo della Roma, ma se il Genoa facesse uno scherzetto?
«Onestamente spero di no, anche se i rossoblù hanno giocatori di livello e potrebbero tentare il tutto per tutto».
Ha mai avuto contatti con il Genoa?
«Negli anni passati, sì, qualche contatto, ma poi tutto finì».
Lei era considerato allenatore da Genoa...
«So che il pubblico genoano ama l’entusiasmo e la grinta, anche nell’allenatore. Io, però, voglio dire ero anche un tecnico che caricava, ma badava anche all’organizzazione di gioco. Un contatto l’ho avuto anche con la Samp».
Ma con la Samp ci fu qualche screzio contro il Bologna, con fischi e lei che reagì...
«Mi pare di sì, per cui niente Samp. Ma tornando alla Roma ho l’idea che sarà una partita con tanti gol. Sono due squadre che fanno giocare. E poi Osvaldo, Borini, Gilardino, Palacio sono fra i migliori attaccanti...».