Mazzotta rilancia l’ipotesi Bpm-Bper

Il risiko delle Popolari

Il futuro di Bpm, con il fallimento dell’unione con la Bper e le indiscrezioni su un’alleanza con Unipol, tiene banco al Meeting di Rimini. Il progetto tra Bpm e Bper «considero che sia di straordinaria forza e qualità; siccome spero nelle virtù della ragione... Mai dire mai»: sono queste le parole del presidente di Bpm, Roberto Mazzotta, che ha confermato di sperare ancora nella possibile fusione con Popolare dell’Emilia Romagna. «Avevamo cercato di farla, siamo inciampati in maniera abbastanza stupida, speriamo di poter tirare via i sassi che abbiamo trovato per strada». Mazzotta ha aggiunto: «Io credo che avere in Italia banche interregionali, che per storia sono le Popolari, è un elemento importante». Le parole di Mazzotta hanno spinto in alto il titolo Bpm (+3,08% a 10,32 euro).
Ieri dal Meeting è intervenuto anche il presidente di Unipol, Pierluigi Stefanini. A chi gli chiedeva se il gruppo stesse ancora guardando a opportunità con le disponibilità cash di circa 2 miliardi che erano destinate al dossier Bnl, Stefanini ha risposto: «C’è un lavoro in corso per trovare le soluzioni ottimali sia nell’interesse del gruppo che degli azionisti. Al momento non ci sono valutazioni definitive». «La nostra è un’ottica molto aperta, non può che essere così» ha replicato interpellato se Unipol stesse guardando a qualche tipologia in particolare, ad esempio le banche popolari. E alla domanda se ci fossero stati colloqui con Bpm ha opposto un «no, assolutamente». Circa un timing, infine, Stefanini ha aggiunto: «Entro il 2007 faremo un punto di verifica su come procedere».