Mazzotta «stringe» sulle nozze

Milano - Il presidente Roberto Mazzotta stringe sulle nozze di Popolare di Milano. La strategia di sviluppo sarà sottoposta «in tempi non lunghi» all’assemblea dei soci ha promesso ieri il banchiere senza sbilanciarsi sui nomi. Il percorso è quello del mondo cooperativo e la candidata numero uno appare la Popolare dell’Emilia Romagna, con cui la stessa Milano (più 1% il titolo in Piazza Affari) ha ammesso di avere contatti seppur non esclusivi.
Una sfida che, a differenza di quanto accaduto qualche mese fa per Bpi, questa volta Mazzotta sembra poter affrontare con il pieno sostegno dei potenti sindacati interni. Dove in questi giorni sembra quasi univoca la coscienza che sia necessario superare l’attuale «immobilismo» dell’istituto così da evitarne l’«isolamento». Un primo segnale di disponibilità è la decisione con cui ieri l’assemblea ha «autoridotto» lo stipendio dei dipendenti rinunciando a una parte degli utili prodotti. Consenso sul fronte sindacale che Mazzotta avrebbe ricostruito con un paziente lavoro diplomatico culminato con l’incontro della scorsa settima, utile a superare alcuni «dissapori personali». Una collaborazione cui è sembrato collegarsi ieri lo stesso banchiere assicurando che non ci saranno esuberi o ricadute sui modelli di rappresentanza malgrado «a pochi chilometri da qui si fanno grandi aggregazioni che nei prossimi due anni comportano 6mila esuberi».
Se la «fronda» interna è stata vinta, le difficoltà tecniche di una fusione con Bper tuttavia non mancano. Malgrado la capitalizzazione dei due gruppi non sia distante e l’amministratore delegato di Modena, Guido Leoni, accarezzi la prospettiva di lasciare l’Expandi entro l’anno, molto dipenderà infatti da quali multipli saranno considerati per la fusione. Determinante poi la geografia del potere interna all’aggregato. Ecco perché l’esito potrebbe essere una struttura federativa retta da una holding comune e da una governance duale capace di superare la naturale ritrosia di un banchiere vecchio stampo come Leoni. Ad oggi protagonista indiscusso dell’espansione territoriale di Bper.
A guardare con favore alle nozze sembra tuttavia la stessa Bankitalia che seppur in separata sede, avrebbe già invitato entrambi i gruppi a rafforzarsi. Malgrado l’ipotesi di strappare Lodi a Bpvn per allargare l’intesa appaia difficilmente percorribile, dal matrimonio Modena-Milano nascerebbe infatti la terza grande popolare del Paese con 1.800 sportelli. Ora la parola torna alle diplomazie in attesa di un eventuale passaggio in cda, a Modena il primo appuntamento utile sembra essere in calendario tra due settimane.