McConaughey nella bambagia flirt e lieto fine troppo banali

A casa con i suoi (Failure to Launch) è una commedia che banalizza un problema reale. È emblematico il caso di Tripp, (Matthew McConaughey), trentacinquenne aitante e seducente, che non ne vuol sapere di andare a vivere da solo. A casa ci sono due meravigliosi genitori che gli consentono la bambagia: «È gratis, ho una bella stanza, mamma fa il bucato. È meglio di un albergo a quattro stelle!». In realtà i genitori, specie il padre, ne hanno abbastanza e allora ingaggiano una consulente che si assuma l’onere di attirare il giovane fuori di casa, per sempre. La finta bella Sarah Jessica Parker (ex star di Sex and the City) è appunto Paula, una specialista in questo genere di cose, visto che il problema è davvero una piaga che sta mutando lo stile di vita della società americana e non solo. Ma stavolta non sarà un gioco. Tripp è McConaughey, vale a dire che è affascinante, simpatico, persino virile e la giovane cade così nella sua stessa trappola. Uno spunto che meritava davvero ben altro trattamento, ma il regista Tom Day, scuola Disney, evita con anonimo mestiere ogni approfondimento.
Il risultato è una commedia banale, superficialmente simpatica, colorata e domenicale, con almeno tre interpreti di qualità, lo stesso McConaughey, sottovalutato con ingiustificata pervicacia dalla critica nostrana, Kathy Bates e l’irresistibile Terry Bradshaw, nel ruolo dei genitori. Quanto alla Parker, che possa essere l’oggetto di desiderio di McConaughey appare poco credibile.

A CASA CON I SUOI di Tom Day (Usa - 2005) con Matthew McConaughey, Sarah Jessica Parker. 102 minuti