McDowell mette tutti in riga Ma in Scozia splende Molinari

L’irlandese trionfa al Barclays Open ma il nostro Francesco si piazza 6°. Ottimo Gagli sul Challenge

Graeme McDowell, ventottenne nordirlandese, ha riportato in Scozia il suo più bel successo conquistando il Barclays Scottish Open, titolo prestigioso con un palmares che vede nomi di grandi campioni ed anche una non disprezzabile prima moneta di 630mila euro.
In campo una griglia di partenza come al solito di prim’ordine, visto che il torneo è l’ultimo appuntamento europeo prima del grande evento: l’Open Championship. Basta fare i nomi di Mickelson, Scott, Els - rispettivamente numero due, tre e sei nel ranking mondiale -, di Westwood, Poulter, Jimenez per confermare quanto il torneo scozzese conti anche a livello mondiale. E poi il campo: quel Loch Lomond che da 13 anni ospita lo Scottish Open e che è uno dei test più impegnativi su cui sia dato giocatore, anche se ben diverso dai links che - da sempre - la settimana successiva ospitano il British Open.
McDowell, già vincitore quest’anno del Ballantine’s Open in Corea, vincitore dello Scandinavian nel 2006 e dell’Open d’Italia nel 2004, ci teneva in maniera particolare a tornare alla vittoria in questo scorcio di stagione. Un successo pieno per lui avrebbe significato la qualificazione di diritto a far parte della prossima squadra europea di Ryder Cup. E così è stato al termine di quattro giorni golfistici di ottimo livello.
Partito appaiato per le ultime 18 buche con l’inglese Simon Khan, Graeme ha sentito forse un po’ troppo la gara nelle prime nove buche, ma sulle ultime 9 ha ritrovato il suo abituale ritmo e la sua aggressività, approfittando anche di un paio di errori di Khan che era riuscito a superarlo. Anche Simon aveva il suo sogno nel cassetto: un posto tra i primi cinque ed avrebbe guadagnato la classificazione per l’Open Championship. Un sogno che ha mandato un po’ in tilt l’inglese, facendogli segnare un bogey e due doppi bogey nelle buche finali, mettendolo fuori corsa per l’Open e a rischio per il British. Un coraggioso par all’ultima buca ha salvato Simon, che è terminato proprio al 5° posto.
Alle spalle di McDowell, distaccato di due colpi, è arrivato il sudafricano James Kingston, autore di un 66 finale, mentre al terzo posto appaiati sono terminati l’australiano Richard Green ed il sempreverde Jimenez. Grande finale per il nostro Francesco Molinari che, firmando un bel 67, è risalito dalla 24ª posizione al 6° posto, insieme all’inglese Dinwiddie e lo scozzese Gallacher. Un 6° posto che per il nostro campione ha significato una moneta di 113mila euro, che lo colloca ora al 30° posto nell’ordine di merito europeo.
Nono posto per Els, 19° per Westwood, 25° per Scott, che rimontato fino alla vetta del torneo ha poi segnato tre doppi bogey nelle ultime 10 buche, e 38° per Mickelson.
Sul Challenge ottima prova del fiorentino Lorenzo Gagli, tornato ai livelli di inizio stagione giungendo terzo in Svizzera nel Credit Suisse Open. La vittoria - la seconda - è andata allo spagnolo Cabrera Bello, che ha preso il comando dopo due giri. Bene anche Michele Reale, terminato 11°.
Negli Stati Uniti Kenny Perry ha vinto alla prima buca di playoff il John Deere Classic. Per il quarantaseienne americano è il terzo successo negli ultimi cinque tornei giocati, ed anche per lui - come per McDowell, il sogno di giocare in Ryder Cup è ora una realtà. Dimenticavo: Perry ha portato a casa 760mila dollari.