McLaren in crisi di nervi Hamilton e Alonso in fuga

Formula Uno nella bufera. Piloti pronti ad andarsene con il team condannato. A rischio i punti in classifica e due stagioni. Ieri altra perquisizione a sorpresa della polizia postale in casa Ferrari

A questo punto può succedere di tutto. Giusto per correre in soccorso di chi ferratissimo di motori e pistoni non è, diciamo che le punizioni inferte – a livello sportivo – per calciopoli erano, in senso procedurale, cosa semplice in confronto. Perché, all’epoca, il campionato si era appena concluso; perché a quel punto si trattava di punire a pallone fermo. In Formula uno, invece, i motori sono ben accesi, siamo solo a metà stagione, e da decenni non si assisteva a una lotta mondiale così serrata. Per cui, i giudici Fia, il prossimo 26 luglio, dopo aver ascoltato la difesa McLaren davanti al consiglio mondiale, dovranno decidere con un occhio al sacrosanto diritto della Ferrari (parte lesa nella spy story del dossier rubato) di veder puniti i presunti colpevoli, e l’altro occhio ben fissato sulla salute del campionato in corso.
Se i motori fossero fermi come il pallone un anno fa con la Juve, la scure federale sul team di Ron Dennis calerebbe, con ogni probabilità, sotto forma di un’esclusione dal mondiale di team e piloti. A quel punto si tratterebbe solo di vedere il da farsi per il prossimo anno: esclusione anche dal campionato 2008, come accaduto alla Toyota rally che nel 1994, condannata dalla Fia, fu cancellata dalla serie in corso e anche da quella successiva? Oppure una pena più lieve, come una partenza ad handicap?
COSA ACCADRÀ ALLA MCLAREN Con i motori a tutto regime l’occhio della Fia dovrà, invece, mediare: tra le ipotesi si fa strada quella della cancellazione dei punti in entrambe le classifiche, ma senza escludere il team dal campionato. Si eviterebbe così di indebolire lo show creando una voragine tra i primi della classe, la Ferrari, e la terza forza, la Bmw. Meglio allora tenere in pista le due McLaren, lasciar loro il piacere di vincere e duellare, privandole però del diritto di conquistare punti o, magari, facendole ripartire da zero nel mondiale in corso.
COSA SUCCEDERÀ AD HAMILTON E ALONSO Lo scriviamo da tempo: che cosa faranno Hamilton e Alonso (il primo guida la classifica con 70 punti, l’altro insegue a quota 58, indietro Raikkonen 52 punti e Massa 51) una volta scoperto che tutti i loro sforzi potrebbero finire nel cestino? Fernando è ormai ai ferri corti con Dennis per i troppi favori concessi ad Hamilton (a Silverstone si sono sentite volare parole grosse tra lo spagnolo e il capo, compreso un festival di pugni che sbattevano sul tavolo). Fernando avrebbe già confidato che, comunque vada questo mondiale (ancora non sapeva dei guai McLaren), se ne andrà. Ma anche Hamilton, si sussurra, al di là delle dichiarazioni di facciata, inizia a sentirsi stretto; stavolta, al centro dei potenziali malumori, vi sarebbe una mera questione di soldi: il ragazzo incassa 750mila euro a stagione e l’anno prossimo ne prenderà poco di più. Intanto, però, fioccano per lui da ogni dove offerte milionarie. Per cui, l’eventuale condanna Fia nei confronti del suo team potrebbe offrirgli un ponte, tutt’altro che sgradito, per involarsi verso altri, più ricchi, lidi. Sia per Lewis che per Alonso, le destinazioni potrebbero essere Bmw, Renault e, più avanti nel tempo, chissà, forse la Ferrari stessa.
FERRARI E PERQUISIZIONI Tutto questo mentre a Modena procede l’inchiesta per danneggiamento e furto che vede accusato Nigel Stepney (l’ex tecnico Ferrari sospettato di aver fatto uscire il famigerato dossier sulla Rossa poi trovato in casa dell’ingegnere McLaren). Giovedì e anche ieri la polizia postale di Modena ha effettuato una serie di perquisizioni presso la Ferrari. Il legale di Stepney, Sonia Bartolini: «Hanno perquisito il suo ufficio e trovato un paio di piccoli pc, alcuni telefoni e dei cd-rom... Materiale non rilevante. Stepney è tranquillo, ripete di non c’entrare, e si augura solo che dal memoriale di Coughlan escano i nomi di chi, in Ferrari, ha fatto uscire il dossier...». Ma gli uomini della Rossa ribadiscono: «Non risulta ci siano altri dipendenti coinvolti». «Intanto - ha concluso l’avvocato – noi aspettiamo domani (oggi, ndr). La Procura ha annunciato importanti novità». Gli inquirenti indagano anche sull’eventualità che Stepney abbia consegnato il dossier incriminato a Coughlan via posta e non a mano. Da qui le discrepanze delle date che hanno dato il la a molti sospetti.