McQueen e la Garland gli eroi ribelli rivivono sullo schermo

New York Cinque mariti e una lunga lista di amanti famosi, da Orson Welles a Yul Brinner. Poi il tragico suicidio, per overdose di barbiturici in un albergo londinese. Per trasformare la biografia di Judy Garland in un film, Hollywood dovrà camminare in punta di piedi tra le chiacchierate love story e la depressione di una delle icone più amate del cinema americano. Ma il 2009 sembra nato all’insegna delle biografie delle star scomparse e Anne Hathaway ha firmato nei giorni scorsi il contratto che la porterà sullo schermo nei panni della madre di Liza Minnelli.
Da sempre Hollywood si affida al genere biografico per portare sugli schermi delle bellissime storie: quelle dei cantanti Johnny Cash (Walk the line) e Ray Charles (Ray) le cosiddette pellicole biografiche, hanno particolare successo. Così il cinema americano si prepara anche a produrre (insieme al cinema tedesco) un film sulla vita di Romy Schneider: Eine Frau wie Rommy, nel quale la cantante tedesca Yvonne Cattenberg interpreterà l’attrice amica di Luchino Visconti e amante, in gioventù, di Alain Delon.
Seguiranno due pellicole (che si faranno una concorrenza spietata) sulla straordinaria vita di Steve McQueen, mito scomparso cinquantenne nel 1979. La vedova dell’attore ribelle, Barbara Minty, sta collaborando alla prima sceneggiatura, adattata per lo schermo dalla biografia scritta da Marshall Terrill che ripercorre la vita dell’attore dalla sua giovinezza di piccolo delinquente fino a diventare la star più pagata di Hollywood. La seconda sceneggiatura sarà tratta dalla biografia scritta dalla prima moglie di McQueen, Neile Toffel. McQueen, la Schneider e la Garland sono stati stroncati all’apice della carriera. La Schneider, come la Garland, ha vissuto momenti tragici come quello della morte del figlio David Christopher, impalatosi su una cancellata a soli 14 anni. Tra alcol e barbiturici, la Schneider è scomparsa a 44 anni a Parigi, ufficialmente per un infarto anche se molti pensano che, come la Garland, si sia tolta la vita.
A interpretare quest’ultima, fragile ragazzina nata nel 1922 a Grand Rapids, nel Michigan (dove oggi sorge il museo dedicato alla sua vita ed alla sua incredibile voce) sarà la Hathaway, la giovane star del Diavolo veste Prada, che le somiglia molto di viso, ma col suo metro e 73 centimetri di altezza è molto più alta della minuscola Garland. Eppure la casa di produzioni dei fratelli Weinstein ha acquistato i diritti della biografia scritta da Gerald Clarke (Get happy: the life of Judy Garland) e si sta preparando a trasformarla in una sceneggiatura sulla vita avventurosa della ragazzina che sposò Vincent Minnelli. Ma la giovane Hatahway riuscirà a imitare l’incredibile voce di una Judy Garland che aveva esordito a Hollywood a soli 13, quando il leggendario presidente della Mgm l’aveva scritturata mandandola poi come «regalo» di compleanno alla villa di Clark Gable dove lei, piccolissima, aveva cantato a squarciagola un classico di Broadway, ammaliando gli invitati? La Hathaway ha dimostrato di saper cantare durante la notte degli Oscar, ma la sua voce uguaglierà quella della Garland nel classico Over the rainbow?