«Me ne vado perché sono stufo delle liti»

Claudio Borea perché è arrivato a questa decisione estrema di dimettersi da sindaco di Sanremo?
«È una decisione chiaramente molto ponderata e sofferta, viene dopo due anni e mezzo di lavoro duro e impegnativo in cui abbiamo cercato di conseguire i risultati che ci eravamo prefissati. Ci sono però problemi di maggioranza che da mesi stiamo cercando di risolvere senza riuscirci. La situazione poi negli ultimi mesi si è andata troppo deteriorando. C’era quindi la necessità di dare una svolta anche formale. Tutto vorrei tranne che essere ricordato come un sindaco attaccato alla sedia, ora non ci sono più le condizioni per lavorare e allora ho detto basta e mi sono dimesso».
E adesso cosa ha intenzione di fare, in questi 20 giorni che la legge le mette a disposizione per poter ritirare le dimissioni?
«In questi 20 giorni bisogna verificare se c’è una maggioranza che vuol portare avanti il nostro progetto. A queste condizioni io non ci sto più, o si trova un’unità di intenti oppure ce ne andiamo tutti a casa. Il tempo è scaduto».
Se dovesse fare una previsione a queste consultazioni per ritrovare una maggioranza, quante probabilità di successo si darebbe?
«Mi sembrano poche al momento le probabilità, sono piuttosto pessimista, vedremo se questo gesto può facilitare il confronto all’interno della maggioranza e del consiglio comunale».
La decisione di dimettersi è stata condivisa da tutta la sua maggioranza?
«Ne abbiamo discusso anche con i gruppi e c’erano orientamenti diversi. Io, però, ho ritenuto giusto farlo nell’interesse della città. Anche mia moglie ha influito in questo senso, diciamo che ho fatto una consultazione famigliare».
Lei, in consiglio comunale, può contare sull’appoggio sicuro di 15 voti su 31, non sufficienti. Ora cercherà un riavvicinamento con il presidente del consiglio Bruno Marra e con Paolo Leuzzi o andrà a cercare tra le fila dell’opposizione?
«A me piacerebbe recuperare quelle persone che inizialmente avevano creduto nel progetto, per poi uscirne dopo poco, come i consiglieri Giuseppe Riotto e Loris Masselli. Leuzzi e Marra non sono mai formalmente usciti dalla maggioranza, quindi li considero ancora tra i 17, bisognerà però trovare con loro un accordo chiaro. Mi sono stufato di passare le giornate a fare tattiche, a preoccuparmi se uno si è alzato bene o male, se uno si è visto con qualcun altro, se ok il prezzo è giusto o no».
E il famoso rimpasto di giunta annunciato da due mesi?
«Il rimpasto sarà la fine di questo processo di chiarimento interno alla maggioranza, chiaramente se questo darà esito positivo».
Se non riuscisse a trovare un accordo e Sanremo andasse a elezioni anticipate nella prossima primavera, lei si ricandiderebbe?
«Beh, è un po’ presto per dirlo, le rispondo tra venti giorni, per ora non mi sono ancora posto il problema».