"A me quattro anni? È uno scandalo: hanno punito chi arrivò a cose fatte"

Vincenzo Canterini, dirigente del reparto mobile di Roma, buonasera. Come commenta la sentenza?
«Non so niente, ancora non mi ha chiamato l'avvocato...».

È stato condannato...
«(silenzio)... condannato io?».

Sì, lei e i suoi uomini.

«Ma è sicuro?»

Certo. Lei, il suo vice Fournier e i capi squadra del suo settimo nucleo. La sentenza parla di 4 anni.
«(ancora silenzio). Non ho parole, giuro non ho parole. E gli altri? Gratteri, Luperi, Caldarozzi?

Tutti assolti.

«Come assolti? Loro sì e io no? E tutto quel can can sulle molotov? Incredibile, assurdo, vergognoso. Se la sono presi con gli ultimi. Pazzesco, pazzesco...».

Non se l'aspettava?
«Macché, nel processo col tempo era finalmente emersa la verità. Cronometro alla mano, è stato dimostrato che il Settimo è entrato per ultimo. A cose fatte. Proprio Fournier si tolse il casco e iniziò a gridare “basta basta”. E adesso condannano me e i miei ragazzi per cose che non abbiamo commesso. Vergogna, vergogna, vergogna. Quattro anni, e per fortuna che dai video si vede che io resto nel piazzale della scuola ed entro solo dopo. La pena più alta per me, complimenti. È uno scandalo».

Colpita la coda non la testa della polizia...
«È veramente incredibile. Adesso la Diaz è solo colpa nostra. Perché, abbiamo deciso noi di entrare? Se non fossi un uomo dello Stato direi cose imbarazzanti. Non ci potevano assolvere tutti evidentemente e hanno dato un contentino. E adesso, mi scusi, la saluto. Chiamo l'avvocato e i miei uomini. Non ci posso credere...».
GMC