Mea culpa di Burlando: «La nostra sanità cura le lobby, non la gente»

(...) «Non è più il tempo di clientele, sprechi, ruberie, lobby. A chi gestisce le Asl dobbiamo dire che l’obiettivo è curare la gente, non le lobby. Non sarebbe giusto curare le lobby, comunque non ci sono i soldi. Non si può più usare la sanità per avere il consenso politico». Era partito attaccando la precedente giunta di Sandro Biasotti, rea di aver «tenuto nascosto il reale disavanzo della sanità». Ma ce l’ha con un intero sistema di relazioni pericolose e infatti si volta verso i banchi del centrosinistra e puntualizza: «Vale anche per noi: non c’è più trippa per gatti».
Tutti sul banco degli imputati: «La domanda cui dobbiamo rispondere è se la gente riceve le cure di cui ha bisogno, e la risposta è no. Lo vediamo quotidianamente, l’ho visto anche io che ho appena vissuto un dramma familiare (la morte del padre ndr)». L’affondo colpisce tutti, ma inizia dalla giunta di centrodestra: «Chiedevate una commissione di inchiesta? Facciamola. Così chiariremo perché avete fatto una gara per l’ospedale della Spezia che è stata bocciata per un grave vizio di forma e che oggi, si scopre, non ha copertura finanziaria. E perché avete dato servizi esterni a una società che, mi dicono le Asl, risulta molto più costosa rispetto alle previsioni». Poi la virata verso il sistema sanitario nel suo complesso: «Ai direttori delle Asl l’ho detto: non dovete più assumere nessuno se non serve direttamente a voi, non assumete per far contenta la politica».
Sdegnata la reazione del centrodestra: «Ma Burlando le conosce le mani della sinistra sulla sanità? - tuona Giorgio Bornacin il senatore di An -. In questo anno quanto ne avrà avallate di ruberie, che c’è stato un aumento dell’8.5 per cento dei costi?». Fa eco Luigi Morgillo il capogruppo di Forza Italia: «Burlando chiarisca a chi si riferiva, ma sono certo pensasse al suo partito, i Ds, campioni nell’esercizio di certe pratiche». Infuriato Gianni PLinio capogruppo di An: «Se Burlando è venuto a conoscenza di qualche “ruberia” e non ha ritenuto di sporgere denunzia alla Autorità Giudiziaria gli ricordo che si è, a sua volta, reso responsabile di un comportamento gravemente omissivo». Sarà una dura lotta, comunque. I doppioni, per dire: strilleranno tutti, direttori e primari, ma la Regione non dovrà cedere, avverte il presidente e sa di strigliata per quel che si poteva fare e non è stato fatto finora.
Il deficit 2005 ammontava a 252 milioni che sono stati coperti con 19 milioni di fondi dell’assestamento di bilancio 2005, 91 di manovra fiscale, 120 di dismissioni del patrimonio pubblico, 23 da tagli del 5 per cento alle spese di tutti gli assessorati. Tra le strategie c’è la riduzione di 860 posti letto per acuti negli ospedali entro fine 2007, e l’aumento di posti per la riabilitazione (333), hospice e centri diurni (222) e nelle residenze per anziani (533). Burlando ieri ha illustrato le tabelle del governo. «Se Biasotti avesse fatto gli accantonamenti degli oneri contrattuali, il vero disavanzo nel 2002, 2003 e 2004 sarebbe stato non di 19,7, 21 e poi il salto a 317 nel 2004, quando gli oneri sono stati messi nel conto, ma di 99.7, 127 e 131. Anche lui avrebbe dovuto varare una manovra fiscale come la nostra». Ironica la replica dell’ex governatore: «Burlando dimentica di dire che io non feci gli accantonamenti, vero, ma che ricevetti ho ricevuto fondi dal governo. Infatti proprio le tabelle del ministero dimostrano che di quei 317 milioni del 2004 ne restano solo 96». La verità, rincara, è che «nel 2005, con il centrosinistra, il deficit è di 252 milioni e nel 2006 sarà di oltre 300. Fossi in Burlando io me ne andrei a gambe levate ammettendo la mia incapacità di governare».