Il mea culpa di Capello: «Quanti errori al mondiale»

Il ct dell'Inghilterra riparte dopo i 4 gol subiti in Sudafrica contro la Germania agli ottavi: «Sono ancora qui perché penso di poter dare ancora qualcosa a questa Nazionale. Cercherò di fare di più in vista degli Europei»

«Abbiamo commesso errori, dobbiamo migliorare. Tutti sbagliano». Fabio Capello prova a ripartire dopo il flop mondiale. Il ct dell'Inghilterra prende la parola a 48 ore dall'amichevole in programma mercoledì a Wembley contro l'Ungheria. La conferenza stampa diventa l'occasione per analizzare, a mente fredda, la deludente spedizione in Sudafrica. Ai recenti Mondiali, l'Inghilterra si è fermata negli ottavi di finale, dove è stata travolta 4-1 dalla Germania. «In quella partita sarebbe stato importante se l'arbitro ci avesso concesso il gol che avevamo segnato. Quell'episodio poteva cambiare il nostro torneo», dice il ct facendo ancora riferimento alla rete non assegnata a Frank Lampard sul punteggio di 2-1 per i tedeschi.
«Ogni esperienza è importante, per il manager e per chiunque altro. Io ho imparato molto», dice sforzandosi di vedere il lato positivo. «Quando si perde, le nuove esperienze sono molto importanti. Bisogna capire cosa è successo», aggiunge. La panchina di Capello, dopo la Coppa del Mondo, ha traballato qualche giorno. Poi, è arrivato il chiarimento con la Football Association: il rapporto tra la federcalcio e il ct proseguirà fino al 2012. «Sono qui perché penso di poter fare qualcosa per la Nazionale. Ho esperienza, possiamo migliorare notevolmente. Cercherò di fare di più in vista degli Europei».
«In Sudafrica - spiega ancora - non siamo andati bene, non abbiamo fornito prestazioni al livello di quelle offerte nelle qualificazioni. Quando si giocano i Mondiali, bisogna arrivare all'appuntamento in condizioni fisiche ottimali. Noi, invece, non eravamo così freschi. Abbiamo modificato qualcosa, ma non è stato sufficiente». Anche la componente psicologica, dice, ha pesato. «La mente dei giocatori è un altro fattore importante», dice delineando un quadro che appare complicato. «Non abbiamo giocato con fiducia ma con paura. Non so cosa dobbiamo fare per migliorare l'approccio psicologico dei giocatori», ammette.
Adesso si riparte con un gruppo che sta perdendo qualche pezzo. Il portiere Paul Robinson e il difensore Wes Brown hanno annunciato l'addio alla Nazionale dopo aver ricevuto la convocazione. «Penso sia un onore giocare per l'Inghilterra -chiarisce-. Robinson ci ha chiamato e ci ha detto che voleva rimanere a casa. Ho parlato con Brown, gli ho spiegato che non l'ho convocato per i Mondiali poiché non aveva giocato negli ultimi 2 mesi della scorsa stagione. Ora l'ho chiamato perché ha fatto tutta la preparazione regolarmente. Lui mi ha detto "grazie, ma preferisco stare a casa". Bisogna accettare ciò che vogliono fare».