Meazza in vendita, a Palazzo Marino si tratta

Il Comune verso la cessione dell’impianto per 99 anni. Oggi un «tavolo» tra le parti

Claudio De Carli

L’assessore allo Sport e giovani Aldo Brandirali, Roberto Ruozi presidente del Consorzio San Siro 2000, Alfonso Cefaliello per il Milan, Angelo Maria Moratti e Luciano Cucchia per l’Inter, Francesco Romussi dell’unità impiantististica del Coni, Antonio Acerbo direttore centrale della direzione Tecnica del Comune, Manfredi Palmeri capogruppo di Forza Italia e Emanuele Fiano capogruppo dei Democratici di Sinistra in Consiglio comunale: venditori e acquirenti, maggioranza e opposizione tutti assieme per la prima volta, convinti che la vicenda San Siro abbia ormai sfinito e debba arrivare a una conclusione.
L’opportunità che ha offerto San Siro di una collaborazione fra pubblico e privato è arrivata a un capolinea che ieri per la prima volta ha fatto emergere la reale intenzione del Comune di approfondire i termini del diritto di superficie a 99 anni, l’unica soluzione possibile per trasferire un bene comunale a un privato, nello specifico Inter e Milan. Insomma dopo una valutazione di tipo storico, quindi della somma di tutti i lavori sin qui effettuati e poi del valore puramente immobiliare, finalmente ora si tratta e ognuna delle tre parti, Milan, Inter e Comune, dovrà uscire allo scoperto. Questa mattina si troveranno davanti a uno straordinario tavolo da poker dove ognuno a giro d’orologio ha già bleffato, stretto alleanze, finto l’offesa più irreparabile e rifatto amicizia. La posta è alta, San Siro è lo stadio più prestigioso d’Italia, la soluzione è già scritta, si tratta solo di capire quanto riuscirà a spuntare il Comune, fino a che punto potrà impuntarsi prima di cedere il monumento. E anche di vedere Milan e Inter quanto sborseranno per poter scrivere a bilancio la proprietà.
Ma si tratta anche di capire che flusso di denaro potrà generare la nuova gestione e a quali obblighi pubblici saranno chiamate le due società: lo stadio rimarrà comunque una collaborazione fra pubblico e privato, in qualche modo una nuova opportunità per restare amici.