MEDAGLIE D’ORO DEGLI SPRECHI

Appena conquistate le Regioni, hanno perso la ragione. L'esperienza italiana insegna che le poltrone degli enti locali sono state sempre considerate un formidabile trampolino di lancio per l'olimpiade delle follie. Corsa senza ostacoli allo spreco, maratona della consulenza, staffetta delle auto blu. E così la sinistra, che già vanta un notevole palmarès in materia, non ha voluto deludere neppure nell'ultima tornata elettorale. E c'è riuscita benissimo. Medaglia d'oro, un po' di faccia di bronzo. E l'argento? Lo prendono in tasca a noi.
Guardiamo il Lazio, per esempio. Il nuovo presidente, Piero Marrazzo, è uno che si è fatto conoscere in Tv come grande catone, difensore civico dei cittadini, implacabile censore di ogni malaffare pubblico e privato. Ebbene, appena sfilata la poltrona a Storace, il centrosinistra da lui rappresentato che s'inventa? Primo: aumento del numero degli assessori da 12 a 16; secondo: aumento del personale di segreteria: da 137 a 177 persone; terzo: aumento dei collaboratori da 253 a 292 con l'aggiunta di 13 superconsulenti esterni. Quarto: moltiplicazione dei pani e delle commissioni (da 14 a 24) con conseguente aumento di presidenti, vicepresidenti, benefit, privilegi e autoblù. Per essere una coalizione guidata da un difensore del cittadino, non è male come inizio.
Il dubbio è: che ci faranno 40 persone in più in segreteria? E davvero non si trovavano competenze adeguate all'interno del pur poderoso organico della regione? Ma soprattutto: se Marrazzo non fosse stato un difensore civico dei cittadini, che cosa altro sarebbe stato inventato? L'addetto al ventaglio per i giorni di afa? Chi ben comincia è a metà dell'opera, dicevano i saggi. Ma per capire dove andrà a parare la giunta Marrazzo, basta guardare come sta completando l'opera Gasbarra, che alla Provincia ha avuto tempo qualche mese in più: a parte gli sprechi dell’inutile sorpassometro e le immancabili autoblù, come non rimanere incantati di fronte ai 120 milioni di vecchie lire spesi per riparare l'aria condizionata alla Casa della Cultura dell'Avana? Ma certo: gli intellettuali di Fidel vanno difesi dall'afa. A sudare non sono mica abituati.
Ma non vorremmo che pensaste troppo male di Roma. Mica è solo lì che nascono i campioni degli sprechi in salsa locale. L'ultima tornata elettorale è stata, da questo punto di vista, un successo in tutta la Penisola: in Calabria, il centrosinistra, dopo aver imbastito una feroce campagna contro le troppe poltrone e consulenze, appena eletto ha provveduto a moltiplicare poltrone e consulenze con un perfetto manuale Cencelli che riesce nell’impresa di regalare a ogni consigliere ben sette portaborse. Poi, per non farsi mancare nulla, il presidente Agazio Loiero ha pure previsto un faraonico ufficio stampa con ben 16 giornalisti. E in Campania? Pronti via: hanno creato dal nulla 12 commissioni speciali con una pioggia di incarichi che, oltre allo stipendio, fruttano 1.800 euro al mese a ciascun presidente. Tanto per dire: ci sono sia la commissione sul Mediterraneo che la commissione sul mare. Che ci volete fare? Pur di distribuire qualche gettone in più si è disposti a prosciugare il Tirreno. E a trattarlo da terraferma.
Purtroppo, come dicevamo, per gli enti locali italiani non è che una triste conferma. Gli esempi recenti, anche clamorosi, li conoscete bene: la Sicilia che stanzia 103mila euro per comporre l'inno musicale, l'Emilia che s'inventa il consulente delle sardine e Firenze che assume un consulente al giorno, compreso quello per il look del sindaco. E, purtroppo, tanti altri denunciati da anni di campagne contro le nostre sprecopoli. Dov'è la novità? La novità è che il centrosinistra aveva vinto le elezioni meno di due mesi fa promettendo: adesso cambia tutto. Eccome se cambia: paghiamo l'aria persino condizionata agli intellettuali di Fidel. E noi? Stiamo freschi.