Medaglie di legno L’Italia rischia il bis di Pechino Anche in Cina il quarto posto era un’abitudine

«L’importante è partecipare» insegnava De Coubertin. Una lezione forse ancor più difficile da imparare è «partecipare e arrivare a un niente dal podio». Ne sanno qualcosa i nostri atleti azzurri, visto chela maledizione del quarto posto continua a non voler abbandonare la spedizione italiana a Vancouver. Sessanta centimetri avevano diviso il supergingantista Heel dal terzo posto venerdì, ieri è arrivata la terza medaglia di legno per gli azzurri: Johanna Schnarf è infatti finita ai piedi del podio nel super G, dopo il bronzo mancato da Heel nella stessa prova al maschile, staccato solamente di due centesimi dal terzo posto. Quarti si erano piazzati anche Christian Oberstolz e Patrick Gruber nel doppio dello slittino.
Per la sciatrice azzurra però il risultato ottenuto sulla pista di Whistler è un successo: arrivata ai Giochi come riserva, dopo l’infortunio di Nadia Fanchini proprio alla vigilia delle Olimpiadi, la 25enne di Bressanone ha compiuto la sua impresa, chiudendo a un soffio (undici centesimi) dalla supercampionessa Usa, Lindsay Vonn. La Scharf del resto era risultata la migliore delle velociste azzurre anche nella supercombinata terminata all’ottavo posto.
Quella dei quarti posti sembra comunque diventata una costante per l’Italia alle Olimpiadi: il record fu raggiunto due anni fa a Pechino, dove la spedizione azzurra fece «tredici», ma in scalogna. Tra i campioni arrivati alle spalle del podio ci furono Antonio Rossi nella canoa, l’olimpionico della ginnastica Igor Cassina, e ancora il nuotatore Alessio Boggiatto nei 400 misti e le ragazze della ritmica.