Medaglie al valore per i nuovi Rintintin

Tra i decorati un labrador che ha trovato armi in una casa e un meticcio usato contro la droga

Da Rintintin ai giorni nostri. Cambiano i nomi, ma non il coraggio, l’abilità e il fiuto. Oggi si chiamano Rocco, Iwo, Mabo, Nina, Iwan e Tabata. Hanno conquistato sul campo numerose stellette e ieri sera sono saliti sul palco tra gli applausi per il riconoscimento più ambito: una medaglia per essere stati i migliori in tutta la Lombardia in operazioni al fianco delle forze dell’ordine. Nel segno della tradizione, numerosi erano i pastori tedeschi ma con qualche felice sorpresa: sulla passerella hanno sfilato anche un labrador color cioccolato e un «tipo unico», ovvero un meticcio.
Nell’Istituto dei Ciechi gli animali di carabinieri, polizia penitenziaria, Gdf, polizia, protezione civile e polizia locale hanno ricevuto una targa speciale nel corso della manifestazione «Un abbaio di solidarietà», organizzata dal Garante per la tutela degli animali del comune di Milano, con lo scopo principale di sensibilizzare la città al rispetto delle quattro zampe. «L’occasione - ha spiegato il garante Gianluca Comazzi - ha permesso di dare una mano anche ai cani meno fortunati, cioè ai tanti animali abbandonati che vengono ospitati dall’Asilo del cane, una struttura che fa capo a un’associazione di volontari. Nel corso della serata è stato possibile, con un’offerta, ricevere il loro calendario e contribuire così alla gestione della struttura».
Tutti bravissimi. Nina, il labrador che è in una delle squadre della Questura di Milano perché specializzata nella caccia agli esplosivi, ha dato il meglio di sé quando ad agosto nel corso di un’ispezione in un’abitazione privata ha trovato un’arma alterata e migliaia di cartucce, il tutto detenuto illegalmente. Non c’è tipo di stupefacente invece, che sfugga a Iwo e Iwan, entrambi pastori tedeschi. Il collega Mabo della Gdf è una star nella lotta al traffico di stupefacenti, tanto da essere già salito agli onori della cronaca e chiamato come testimonial in tv. Davvero uno show-dog. Ma una nota particolare la merita il «tipo unico» Rocco: incrocio tra pitbull e labrador, nato in strada e cresciuto in un canile, è stato inserito in un programma di addestramento della polizia penitenziaria più per scommessa che per presunte doti. L’idea era quella di cercare di recuperare un animale senza futuro e allo stesso tempo trovare forza lavoro a basso costo: al contrario dei colleghi blasonati, «Rocco è costato solo 20 euro», conferma il suo conduttore, il vice sovrintendente, Luisa Botta. «Del pitbull non ha nulla, anzi è un patatone che appena uscito dal canile aveva mille paure. L’hanno affidato a me perché il cane è decisamente di stazza inferiore a un pastore tedesco e la sottoscritta è la più mingherlina». Rocco parte con la sua conduttrice per un corso di addestramento intensivo: solo quattro mesi contro gli otto di prassi e qui, nonostante si debba confrontare con altri nove pastori, dà il meglio di sé e arriva primo. Un successo clamoroso, merito anche delle cure che il vice sovrintendente gli riserva. Ricambiata. Da cinque anni Rocco è in servizio al carcere di Bollate, infallibile nella caccia agli stupefacenti.