Mediaset fa shopping a Madrid e si compra le tv di "El País"

Un miliardo di euro per le emittenti della "Repubblica" iberica. Il
canale Cuatro e il 22% di Digital Plus alla controllata Telecinco

Madrid - Mediaset raddoppia in Spagna e salva i «nemici» di El País. Alla controllata iberica Telecinco vanno infatti le tv di Prisa, il colosso editoriale spagnolo soffocato da un debito che sfiora i cinque miliardi di euro: il canale in chiaro Cuatro e il 22% del canale satellitare Digital Plus. Secondo quanto si legge in una nota diffusa da Mediaset, l’intero valore dell'operazione, in contanti e azioni, si aggirerà sugli 1,05 miliardi di euro.

È «un nuovo capitolo della propria storia imprenditoriale», ha fatto sapere con soddisfazione la società di Cologno Monzese, e la dimostrazione di «un forte spirito imprenditoriale» anche in un momento economico così complicato come quello attuale.
Con la fusione, Telecinco, già leader nelle tv private, si rinforza ulteriormente, e assieme a Cuatro dovrebbe arrivare a raggiungere uno share calcolato al 26,6% in base ai dati sugli ascolti 2008, senza contare la leadership nella raccolta pubblicitaria, destinata a consolidarsi ora che Zapatero ha cancellato gli spot alla tv di Stato. La fusione permette anche a Telecinco di entrare nel mercato della televisione via satellite a pagamento, nel quale Digital Plus è leader indiscussa con poco meno di 2 milioni di abbonati, ed entrate di circa 40 euro mensili per abbonato nei primi nove mesi dell’anno. Questo consentirà a Mediaset di replicare anche in Spagna il modello integrato di tv in chiaro e a pagamento già sperimentato con successo in Italia.

L’acquisto di Cuatro servirà anche per fare fronte ad un altra fusione annunciata tra il concorrente diretto di TeleCinco, Antena 3 (proprietà al 44% di Planeta DeAgostini), che si dovrebbe fondere con LaSesta per creare il secondo polo televisivo di Spagna, con circa il 20,6% di share.

Prisa riceverà azioni di nuova emissione di Telecinco che, dopo un aumento di capitale, equivarranno a circa il 18,3% del capitale sociale, per un valore di circa 550 milioni di euro. Telecinco finanzierà infatti l’operazione facendo ricorso a un’emissione azionaria per 500 milioni, che l’azionista Mediaset si è già impegnata a garantire per la quota spettante mentre la parte rimanente della sottoscrizione è garantita da un pool di banche guidato da Mediobanca e Jp Morgan. Inoltre, Telecinco comprerà anche il 22% di Digital Plus, che pagherà 500 milioni di euro in contanti.

Secondo quanto ha potuto sapere il Giornale da fonti di mercato, Prisa potrà mantenere due consiglieri nel cda di Telecinco fino a quando manterrà la partecipazione del 18%. Inoltre potrà nominare il direttore dei telegiornali di Cuatro per un anno, prima che la gestione passi completamente nelle mani di Telecinco.

Prisa resta così «orfana» di tv in chiaro in Spagna, dopo aver accumulato, proprio per gli acquisti nel settore televisivo, l’indebitamento che rasenta i 5 miliardi di euro e che l’ha costretta a vendere anche il pezzo più pregiato: appunto il canale tv Cuatro, che aveva acquistato nel novembre 2005 e che oggi raggiunge uno share dell’8.6%. A mettere ai ferri corti il gruppo editoriale è in particolare la scadenza di un prestito ponte di 1,9 miliardi di euro che, dopo essere stato prorogato due volte, deve essere pagato a marzo. Cuatro è una rete giovane che aveva scommesso sulle serie televisive e su telegiornali marcati da una chiara linea editoriale, vicina a quella di El País, il giornale stella del gruppo (e noto in Italia soprattutto per le sue campagne antiberlusconiane), oltre che sull’informazione sportiva, presentata con tono molto informale, e che aveva battuto record di ascolti.

Sogecable aveva fatturato nel 2008 1,8 miliardi di euro, con un guadagno, in discesa rispetto al 2007, di 75 milioni. Ora, dopo una trattativa in corso ormai da mesi, la svolta è giunta ieri con le riunioni dei consigli di amministrazione di Telecinco e Prisa, nel pomeriggio sospese anche dagli scambi alla Borsa di Madrid. Non è stata invece necessaria anche una riunione del consiglio di amministrazione di Mediaset.
MBe