"Mediaset guarda a Telecom? Magari" Confalonieri scopre le carte

A sorpresa il vertice del Biscione annuncia agli analisti l'interesse per il gruppo di tlc, mentre nega l'ipotesi di una contro-Opa per Fastweb. Intanto si prepara la gara per Endemol: ma la cordata con De Mol non c’è ancora

Milano - Un’offerta di Mediaset per Telecom? «Magari potessimo farla, ma non credo che ce la faranno fare». A sorpresa, Fedele Confalonieri fa entrare il Biscione nella partita della telefonia, e puntando al bersaglio grosso. Non Fastweb, dunque, per la quale l’ad Giuliano Adreani nega l’interesse a una contro-offerta per fronteggiare Swisscom: «Noi no, per parte nostra non la prevediamo». È proprio Telecom, invece, l’oggetto del desiderio, anche se destinato probabilmente a rimanere tale, aggiunge il presidente di Mediaset, perché «ha in pancia tre reti e questo comincerebbe già a creare qualche ostacolo per le leggi antitrust e le leggi vigenti sulla tv».

Piuttosto, è «anacronistico» l’appello all’italianità da parte del governo: «ci vuole una certa reciprocità ad avere player stranieri». Il Paese deve attrezzarsi per far fronte alla concorrenza estera, dato che, ha aggiunto Confalonieri, «ci si riempie la bocca di Europa tutti i giorni. Noi siamo europei: ci troviamo molto bene in Spagna con Telecinco che è la prima televisione del Paese».
Nonché l’alleata naturale per l’operazione Endemol, messa in vendita dalla spagnola Telefonica: «Penso che parteciperemo alla gara, speriamo di riuscirci», ha detto Adreani, confermando che l’intenzione del gruppo è di coinvolgere, oltre a qualche fondo di private equity, anche il fondatore John de Mol. Non è ancora cosa fatta, però: il portavoce di Cyrte Investments, la società di investimenti veicolo di De Mol, non ha confermato l’esistenza di un’offerta congiunta con Mediaset. E il direttore finanziario Marco Giordani ha spiegato agli analisti che non sono ancora stati costituiti consorzi per Endemol, di cui peraltro non è ancora nota la procedura di cessione, e quindi «al momento una cordata non c’è: ci sono rapporti, colloqui, scambi di idee e interessi coincidenti». Il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi riporta la questione sul piano delle strategie: «È chiaro che quando un asset come Endemol va sul mercato un’azienda come la nostra deve esaminare la possibilità con una grande attenzione alle partnership e al prezzo». A Confalonieri, infine, la battuta finale: «In questo settore l’infedeltà è sovrana e all’ultimo momento c’è anche la sorpresa».

Comunque, «in questa fase non escludiamo nulla, siamo compratori di tutto» insiste il presidente di Mediaset. Per esempio, la casa cinematografica Medusa: l’acquisizione avrebbe senso, dice Confalonieri, ma trattandosi di una proprietà dell’azionista di riferimento Fininvest, nel caso «saremmo stracauti e molto, molto trasparenti». La parola d’ordine, per qualsiasi operazione, rimane comunque l’attenzione ai prezzi e al ritorno degli investimenti sul fronte della redditività.
Il messaggio è chiaro: il gruppo di Cologno è l’unica azienda del settore della comunicazione che «ha due caratteristiche forti: è in ottima salute ed è italiana». Proprio per questo, va difesa da una riforma del sistema tv - quella Gentiloni - che «mira a colpire solo Mediaset», avverte Confalonieri. Rischio politico e voglia di rivincita: questi i temi più volte evocati dal vertice del gruppo, che ha concluso l’incontro con gli investitori affermando di sperare che la ripresa degli investimenti pubblicitari registrata in marzo continui e faccia diventare il 2007 «un anno importante». Il titolo ha perso il 2,72 per cento.