Mediaset: «No alle tlc, leader nei contenuti»

da Milano

Tutti i «numeri» di Mediaset nel giorno dell’incontro con gli analisti. Ieri il management della società non si è detto preoccupato del lieve rallentamento nella crescita pubblicitaria registrato a marzo (più 3%) dopo il più 5% di gennaio e febbraio. Mediaset si attende un buon aprile che riporterà i quattro mesi sui livelli di inizio anno e il saldo a fine esercizio sarà «certamente» positivo.
La crisi però si fa sentire. «Il 2008 si preannuncia come un altro anno impegnativo - ha spiegato l’ad Giuliano Adreani -. I primi mesi mostrano consumi stagnanti, soprattutto per certi prodotti. Per contrastare questa tendenza molti clienti stanno aumentando la pressione pubblicitaria, grandi multinazionali ma anche gruppi italiani con particolare riferimento al settore alimentare».
Dal punto di vista strategico la società ha ribadito l’impegno a focalizzarsi sui contenuti, escludendo ogni interesse per le telecomunicazioni. Il presidente Fedele Confalonieri ha definito i possibili interessi per Telecom Italia come «ipotesi di scuola». Anche perché, chiunque sia al governo, «la politica non ce la farebbe fare». Poi lo stesso Confalonieri dice che «l’idea è interessante e vale la pena sognarsela: lo stesso Tronchetti aveva incontrato Murdoch per parlare di contenuti, perché è questo il futuro di Telecom». Il presente, invece, resta un altro ed è chiaro: «Mantenere la leadership nella tv generalista, sviluppare l’offerta “multichannel” e conquistare una posizione di forza sui contenuti».
Anche il vicepresidente Piersilvio Berlusconi esclude qualunque interesse per il settore delle tlc. «Non abbiamo nessun progetto a breve termine in questo senso. Abbiamo preso un’altra strada che è quella dei contenuti. Dopo le acquisizioni di Endemol, Medusa e Taodue non ci sono in programma nuovi acquisti, almeno nel brevissimo termine». In cantiere, piuttosto, c’è un rimpasto dei vertici per Endemol, «Ma adesso non è il momento per fare nomi», dice il giovane Berlusconi, che poi aggiunge che è proprio con Endemol (di cui Mediaset ha il 33% ndr) che «sarebbe possibile fare qualche acquisizione negli Usa e in Gran Bretagna. Quanto al segmento pay per avere soddisfazioni in termini economici bisognerà attendere qualche anno».
Ed è proprio per questo che la società sta trattando con Sky e con gli operatori a banda larga, come Telecom per l’appunto, per trasmettere sulle loro reti i contenuti dei suoi canali Premium Gallery, ora solo in digitale terrestre.
Sul fronte dei numeri il direttore finanziario Marco Giordani ha detto che la società manterrà l’attuale rapporto tra flusso di cassa e dividendo con un payout del 97% mentre la crescita dei costi per la tv è vista sotto l’inflazione, tra il 2 e 2,5% massimo.
Ieri il titolo è sceso in Borsa di circa 1% dopo lo 0,63 del giorno precedente. «È assurdo che con simili risultati il titolo sia penalizzato - ha spiegato Confalonieri - ma è il mercato e va accettato così. Eppure non si può dimenticare che quando c’è un rallentamento del ciclo economico la pubblicità ha un andamento contrario perché chi ha difficoltà a vendere punta su una maggiore presenza nella comunicazione».