Mediaset pronta per acquisizioni Pay tv, nuovo boom dei ricavi

BOND La società ritiene di non averne bisogno ma non esclude la possibilità di una emissione

La crisi si è fatta sentire anche sui conti del gruppo Mediaset, presieduto da Fedele Confalonieri, che ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 184,2 milioni rispetto ai 355 dello stesso periodo dell’anno scorso. Anche nell’ultimo trimestre l’utile è sceso attestandosi a 3,4 milioni rispetto ai 5,7 dello stesso periodo 2008. La flessione pubblicitaria in Italia è stata del 10,2% rispetto a un anno fa e del 10,8% nei nove mesi.
Secondo il managing director di Publitalia, Luigi Colombo, la situazione sta però già migliorando. «L’obiettivo di una contrazione a “una” cifra (nell’ordine del 9%, ndr) è probabile e spero di poterlo confermare nelle prossime settimane», mentre il resto del mercato chiuderà l’anno vicino al -20%. Sul fronte dei conti sono scesi anche i ricavi che, a livello di gruppo, nei 9 mesi hanno fatto registrare una flessione dell’11,4% a 2,6 miliardi, rispetto ai 2,9 dello stesso periodo del 2008. Nel trimestre, sono calati a 700 milioni, in confronto ai 746,6 del terzo trimestre dell’anno scorso. In Italia il fatturato è stato di 2,2 miliardi (-1,7%), con un utile netto di 156 milioni e un calo del 3,7% dei costi televisivi.
Nel terzo trimestre sono comunque cresciuti del 2,5% grazie alla Pay Tv Mediaset Premium, che ha registrato una crescita dei ricavi del 63,6% a 379,9 milioni, e ad altre attività non televisive, come Mediashopping. In totale i clienti sono circa 3 milioni. In Spagna la situazione è stata più difficile: i ricavi consolidati del gruppo Telecinco, che resta la prima rete spagnola nel prime time, sono scesi a fine settembre a 432,2 milioni dai 734,9 dello stesso periodo dell’anno scorso. Anche con costi totali in calo del 14,8%, l’utile netto è caduto a 62,2 milioni rispetto ai 228,4 dei primi nove mesi 2008. «Anche nel terzo trimestre - ha spiegato la società - i risultati hanno continuano a risentire, soprattutto in Spagna, della profonda fase recessiva che ha investito l’economia mondiale». Nonostante tutto però la politica dei dividendi si mantiene stabile. Lo ha sottolineato in conference call con gli analisti il direttore finanziario Marco Giordani. E a chi gli chiedeva se Fininvest premesse per avere dividendi più elevati (per l’eventuale pagamento dei 750 milioni alla Cir di De Benedetti, anche se la sentenza è stata per il momento sospesa), Giordani ha specificato che «non sono pervenute richieste in tal senso». Il manager ha aggiunto che il gruppo potrebbe destinare a eventuali acquisizioni fino a un miliardo di euro ma «al momento non ci sono trattative in corso».
Quanto al bond, Giordani ha specificato che la società non ne ha bisogno. «Ciò non toglie - ha aggiunto - che lo si possa prendere in considerazione, viste le favorevoli condizioni di mercato».