Mediaset reagisce e querela: "Conversazioni legittime"

L’azienda: "Uno scandalo la diffusione di intercettazioni senza rilevanza giudiziaria"

da Milano

Mediaset «ha dato mandato ai propri legali di sporgere querela per la pubblicazione delle intercettazioni apparse sulla Repubblica». La reazione della principale azienda televisiva privata italiana non si fa attendere. E arriva nel pomeriggio con un comunicato ufficiale che annuncia un’iniziativa giudiziaria. Per Mediaset «il fatto (la pubblicazione delle intercettazioni, ndr) costituisce violazione delle norme poste a tutela della riservatezza di persone non coinvolte nelle indagini relative all’inchiesta Hdc attraverso intercettazioni irrilevanti ai fini dell’indagine stessa. Il profilo diffamatorio è reso evidente dalla presentazione denigratoria di consultazioni tra professionisti dell’informazione che in relazione a eventi eccezionali attinenti alla vita pubblica del Paese appaiono del tutto plausibili e legittime». La posizione di Mediaset (querela compresa) era stata delineata ieri già in mattinata, dunque a poche ore dalla diffusione delle telefonate intercettate, da Gina Nieri, consigliere di amministrazione, a margine della presentazione a Roma di due nuovi canali per il digitale terrestre.

Interpellata sul caso, la Nieri ha risposto: «Siamo alle stupidaggini: che Rai e Mediaset si facciano concorrenza è sotto gli occhi di tutti settantadue ore al giorno (cioè con tutte e tre le reti, ndr). Detto questo, è evidente che, come accade nei giornali, i direttori si chiamino, si consultino. Come al solito - è il ragionamento del consigliere di amministrazione di Mediaset - vengono fuori intercettazioni che non c’entrano niente con l’indagine principale». «Dopo di che - ha aggiunto la Nieri - qualsiasi strumentalizzazione è possibile. Far sembrare che ci siano intese e accordi tra i dirigenti delle due aziende basandosi sui contenuti delle intercettazioni mi sembra una cosa ridicola. Quando ci sono notizie come la morte del Papa o le elezioni amministrative è normale che ci sia una consultazione. Penso che i De Bortoli (Ferruccio, direttore del Sole-24 ore, ndr), i Mauro (Ezio, direttore della Repubblica, ndr) si sentano ogni qualvolta ce ne sia bisogno. Mi sembra - ha concluso - tanto rumore per nulla».

Dunque la linea del Biscione è chiara: denunciare «lo scandalo» della pubblicazione di intercettazioni irrilevanti dal punto di vista giudiziario e tra persone estranee all’indagine; rilevare la «normalità» di consultazioni «all’insegna del fair play» tra grandi imprese di comunicazione in occasione di fatti rilevanti come la morte del Papa o le elezioni amministrativa; minimizzare le conseguenze per Mediaset, considerata «vittima accidentale» di una partita che si gioca in Rai e nel centrosinistra.