Medici in cucina: ecco i menù Ieo

Appendono il camice bianco e indossano il grembiule e il cappello da cuoco. Abbandonano bisturi e stetoscopio per darsi da fare con mestoli e frustini. Eccoli in nuovi chef lombardi: gli oncologi dello Ieo, l’istituto oncologico europeo di Umberto Veronesi. Per anni, durante le visite, hanno consigliato a tutti i loro pazienti di mangiare bene per combattere e prevenire il cancro. Ora si mettono ai fornelli per dimostrare cosa significa quel «signora, segua un’alimentazione varia e sana». E propongono una serie di ricette anti cancro che sono state raccolte in un libro («Medici in cucina per la ricerca»), in vendita per Natale a 15 euro per raccogliere fondi da destinare alla ricerca contro i tumori.
In più serate i medici si sono cimentati alla Maison Moschino con trucchetti in cucina e suggerimenti per variare la dieta di tutti i giorni. E così Nicoletta Colombo, direttore dell’unità di ginecologia dello Ieo, ha proposto la pasta allo scoglio, Massimo Bellomi, direttore della divisione di radiologia, la zuppa di lenticchie con scampi in crosta di agrumi, Maria Teresa Sandri, direttore dell’unità di Medicina preventiva, gnocchi di zucca.
Si va dai grandi classici (tortellini in brodo, bucatini all’amatriciana e macedonia) al pampepato, alla bottarga con cardi selvatici, alla zuppetta di Natale. La parola d’ordine è una sola: variare. Non è detto che per stare bene sia necessario mangiare solo insalatine scondite. Anche le ricette del passato, semplici e gustose, vanno benissimo.
«Abbiamo chiesto ai medici - spiega il direttore generale della fondazione Ieo, Marco Agnelli - di condividere le ricette di cucina che amano di più, senza imporre vincoli di corretto vivere e mangiare, lasciando spazio alla creatività e a ciò che il cibo rappresenta per ciascuno di loro».
«Il cibo - aggiunge il direttore scientifico dello Ieo, Giuseppe Pelicci - può agire addirittura sul Dna migliorando le nostre prospettive oppure peggiorandole molto. Dobbiamo ricordarci l’aspetto salutare dell’alimentazione, dovrebbe essere il motore del nostro comportamento quotidiano».