Medici, firmato il contratto 283 euro al mese d’aumento

da Roma

I medici a fine mese troveranno in busta paga i 283 euro lordi in più previsti dal contratto. Per gli arretrati, dai 10.000 ai 17.000 euro, non è ancora definita la data ma il governo cercherà di farli arrivare nelle tasche dei camici bianchi entro dicembre.
Il ministro della Salute, Francesco Storace, e quello della Funzione pubblica, Mario Baccini, hanno centrato la quadratura del cerchio e sono arrivati alla chiusura del contratto con medici e dirigenti della sanità pubblica, che si trascinava da 46 mesi. Commenti positivi da tutti i sindacati che hanno già revocato lo sciopero che era stato proclamato per il 14 novembre. Baccini a questo punto si augura di «chiudere in tempi brevi anche il contratto relativo al 2004-2005» mentre Storace ritiene sia giunto il momento di «ragionare su procedure ottocentesche per il rinnovo di accordi che riguardano i diritti di chi lavora».
L’accordo interessa circa 130.000 persone tra medici e dirigenti del servizio sanitario nazionale. Le novità del contratto non riguardano soltanto gli aumenti ma anche aspetti normativi. Massimo Cozza, segretario nazionale Cgil medici, giudica quello appena firmato un buon contratto. «I medici sono finalmente equiparati agli altri dirigenti pubblici dal punto di vista economico - spiega -. Avranno una tutela assicurativa e manterranno il tetto delle 38 ore settimanali».
Il nuovo contratto, prosegue «migliora la qualità del servizio per i cittadini, attraverso una riduzione delle liste di attesa e degli errori sanitari». Cozza in particolare fa riferimento a due novità introdotte nella sanità pubblica. «Sono state destinate 26 ore annue, ovvero mezz’ora alla settimana, all’abbattimento delle liste di attesa», spiega Cozza. Non è molto, aggiunge, ma è un inizio visto che prima questo tempo era indirizzato all’aggiornamento e alla ricerca. Risultati più consistenti dovrebbero arrivare dall’introduzione di un sistema di autocontrollo obbligatorio sui casi di malasanità da parte di Asl e ospedali. «Tutte le strutture di sanità pubblica - spiega Cozza - dovranno attuare un sistema di autocontrollo sul management teso alla riduzione del rischio in sanità. Sulla base delle verifiche effettuate poi dovranno produrre delle linee guida da seguire allo scopo di contenere questi rischi e in sostanza tutelare meglio i pazienti».
Grazie al sistema di autocontrollo, prosegue sempre Cozza, dovrebbe innescarsi un meccanismo virtuoso che garantirà due obiettivi: prima di tutto la riduzione dei casi di malasanità, quindi minori rischi per la salute dei pazienti, e poi il risparmio sui costi dei premi delle assicurazioni che scenderebbero data la diminuzione dei rischio clinico.
Serafino Zucchelli, segretario nazionale dell’Anaao-Assomed chiede di passare subito alla chiusura della contrattazione per il secondo biennio economico 2004-2005.
«Spero che sia possibile affrontare il riconoscimento della crescita professionale dei medici, affrontare la questione del lavoro disagiato, quello notturno e le guardie e riconoscerlo economicamente - osserva -. Bisognerà poi mettere mano al sistema dell'emergenza».
Soddisfatto anche Armando Masucci segretario generale della Uil medici. «Un passaggio determinante è stato l’arrivo al dicastero della Salute del ministro Storace. - dice Masucci -. Un membro del governo sempre disponibile ad ascoltarci  e a tutelare i diritti della nostra categoria. Ora il nostro impegno sarà orientato a ottenere entro la fine dell'anno anche il secondo biennio economico il cui incremento medio mensile si aggirerà intorno ai 260 euro. Continueremo la nostra personale battaglia contro l’abuso delle consulenze e delle  esternalizzazioni da parte delle Asl».