Medici a scuola per imparare a gestire il dolore cronico nei pazienti

Il corso si svolgerà venerdì presso l'Hotel Crowne Plaza in Via Aurelia Antica 415 e vedrà la partecipazione dei maggiori specialisti del settore

Il dolore cronico colpisce una persona dal punto di vista fisico e psichico. Che sia o meno di natura oncologica è purtroppo una sofferenza che perdura nel tempo. Lo sanno bene molti cittadini laziali, basti pensare che solo i pazienti con dolore da cancro sono centomila.
La Legge 38 del 2010 ha finalmente sancito per tutti gli italiani il diritto a non soffrire. Proprio per questo è più che mai necessario promuovere un cambiamento culturale anche all'interno della classe medica, in modo da garantire piena attuazione alla nuova normativa a favore dei pazienti. Per formare gli specialisti della nostra regione l'Hotel Crowne Plaza in Via Aurelia Antica 415 venerdì ospiterà il corso formativo MAP «Managing Pain, Orientarsi nella Terapia del Dolore», organizzato nell'ambito di Change Pain, importante programma internazionale di educazione e sensibilizzazione co-promosso da EFIC, Federazione europea della associazioni scientifiche che si occupano di cura del dolore e da Grünenthal.
La tappa di Roma si inserisce in un più ampio programma di incontri formativi multidisciplinari, che avranno luogo in tutta la penisola. Caratterizzati dall'alternarsi di lezioni frontali e workshop interattivi, in un'ottica di integrazione delle competenze, i corsi MAP si rivolgono a professionisti di diverse discipline come medici oncologi, anestesisti, reumatologi, geriatri, neurologi, ortopedici. Tra i relatori all'incontro romano saranno presenti esperti operanti presso strutture sanitarie di riferimento per il territorio: Maurizio Evangelista, direttore dell'Unità Operativa Terapia del Dolore UCSC/CIC, Antonio Astone, ricercatore Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico Agostino Gemelli, Giorgio Cannelli, servizio di Terapia del Dolore, Unità Operativa Anestesiologia e Rianimazione del Gemelli e Giovanni Gambassi, responsabile dell'nità Operativa Geriatria Policlinico Agostino Gemelli.
«Questo è uno dei primi corsi organizzati all'indomani dell'approvazione della Legge 38 - afferma Maurizio Evangelista, che porterà l'esperienza ventennale dell'Unità operativa Terapia del Dolore dell'università Cattolica del Sacro Cuore, la prima costituitasi nel Lazio -. Risponde quindi a un'esigenza di formazione che è la base con cui poter garantire non solo un accesso omogeneo alla terapia del dolore e alle cure palliative su tutto il territorio nazionale, ma anche l'erogazione di prestazioni secondo canoni di qualità e eccellenza». Non ci si muove più, quindi, su una base puramente volontaristica, ma per rispondere a una precisa esigenza postulata da una legge. «Il dolore, poiché inserito nei livelli essenziali di assistenza - prosegue l'esperto - vede riconosciuta la sua importanza allo stesso modo di altre patologie croniche, quali il diabete o l'ipertensione: ciò significa che sarà necessario formare, in maniera analoga a quanto avviene nelle altre discipline, degli specialisti provvisti di un curriculum dottrinario ad hoc».
Il corso si basa sulla cultura del «diritto a non soffrire», affrontando con gli specialisti i due aspetti necessari per assicurare un0ottimale terapia del dolore: la comunicazione medico-paziente e il percorso diagnostico-terapeutico. Sull'importanza di un maggiore sforzo di comprensione della situazione del paziente da parte del medico insiste anche Giovanni Gambassi, che illustra il caso particolare della misurazione del dolore nei pazienti anziani affetti da demenza. «Una persona anziana demente - spiega - che ha perso la capacità di farsi intendere o la capacità di verbalizzare il proprio dolore, non è una persona che non ha dolore, ma un paziente il cui dolore è ancora più difficile da far emergere. Presso l'Unità Operativa di Geriatria del Gemelli stiamo lavorando a delle scale di valutazione psicometriche, che possano aiutare il personale medico a fare delle diagnosi di dolore in pazienti non in grado di rispondere alle scale già esistenti».
Ai partecipanti al corso pertanto saranno fornite le basi per poter costruire una relazione empatica con il paziente ma anche per potersi orientare correttamente tra le diverse opzioni terapeutiche oggi disponibili, passando attraverso un impiego più appropriato di farmaci oppioidi, in Italia ancora sottoutilizzati.