La medicina per le farmacie

Cosa hanno di diverso i farmacisti lombardi? Perché hanno accettato l'invito del presidente Formigoni a evitare la serrata pur mantenendo lo stato di agitazione e manifestando in ogni altro modo forte contrarietà al decreto Bersani? Sono forse filogovernativi e acquiescenti al potere? Niente affatto. Chi indica il loro comportamento come un sintomo di divisione nella categoria o lo fa strumentalmente - a sostegno delle cosiddette «liberalizzazioni» di Bersani - o non conosce le caratteristiche della sanità lombarda. Nel primo caso c'è poco da dire, è un problema di schieramento: tutto quello che fa il governo è buono e giusto. Nel secondo caso, invece, da dire ci sarebbe parecchio. Se il sistema sanitario della nostra regione è fra i migliori in Italia (io credo il migliore) e in Europa è perché ha sempre posto al centro il cittadino, il paziente, l'ammalato - non le strutture e chi vi lavora. L'altissimo livello della ricerca, i primati nella chirurgia dei trapianti, la qualità delle prestazioni e dell'organizzazione ospedaliera, l'impegno nell'assistenza e nella prevenzione... insomma il sistema tutto parte dal cittadino e arriva al cittadino. Si tratta di una concezione, di una «ideologia del servizio» che ha radici antiche, che potremmo far risalire addirittura alla costruzione dell'Ospedale Maggiore voluto da Francesco Sforza nel 1453, la Ca' Granda, allora il massimo ospedale d'Europa, la più audace anticipazione della sanità pubblica moderna.
Con la sua concreta solidarietà ai farmacisti e soprattutto con le sue proposte - portare il decreto Bersani alla Corte costituzionale per «possibile conflitto con la potestà legislativa regionale» ed eventualmente interventi correttivi del decreto a livello regionale - Formigoni si è mosso sul solco di questa tradizione. La stessa tradizione, la stessa sensibilità professionale che ha portato i farmacisti lombardi - nonostante siano persino più ostili di tanti altri al decreto Bersani - ad accogliere prontamente e volentieri quelle proposte.
Anzi, mentre riparte il dialogo col governo, questa loro scelta invece di apparire una presa di distanza dalla lotta, diventa una straordinaria manifestazione di forza.