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Il rettore appena rieletto: «Al triennio potrebbero esserci meno esami»

La Statale del futuro? Con qualche esame in meno nei primi tre anni. E più vicina agli studenti, che potranno svolgere esercitazioni (e seguire lezioni) via Internet. Lo racconta Enrico Decleva, professore di Storia, rieletto martedì alla guida dell’ateneo.
Rettore, nel programma annuncia un nuovo polo per la facoltà di Farmacia e l’area Chimica. A che punto siamo?
«Sarà costruito a Città Studi. Stiamo raccogliendo le offerte di aree disponibili, entro l'estate ragioneremo sulle prime ipotesi».
Si vedrà entro il 2009, la fine del suo secondo mandato?
«Siamo pronti a ricorrere ai mutui. Molto, però, dipende dai trasferimenti statali: la prossima finanziaria ci dirà se continua la tendenza, seppur modesta, all'aumento dei fondi per gli atenei».
Il nuovo polo della comunicazione a Sesto San Giovanni invece è già pronto.
«A ottobre vi trasferiremo i corsi di Mediazione linguistica e, novità, un master di Giornalismo».
Si dice sarà la scuola di giornalismo De Martino, che la Statale dovrebbe assorbire. È così?
«Sarebbe la soluzione più semplice. In quel caso definiremo programmi e numero di iscritti con l'ordine dei giornalisti. Ma se l'accordo non si raggiunge, faremo comunque il master. Triennale».
Sempre nel programma invita a «riconsiderare l'offerta formativa». Che cosa cambierà per i ragazzi?
«A deciderlo sarà il Senato accademico dopo che a Roma saranno ridefiniti i criteri di inquadramento delle lauree. Ipotesi di cambiamenti? Al triennio lo stesso numero di crediti potrebbe essere garantito da un numero minore di discipline».
Ridurrete gli esami, insomma. Calerà il numero di insegnamenti, i docenti protesteranno?
«Quasi tutti gli studenti si iscrivono al +2. Le famiglie hanno capito che una laurea triennale non ha lo stesso peso della “vecchia” ottenuta dopo quattro o cinque anni di studio. E molti docenti, ora, preferiscono insegnare nel biennio di specializzazione».
I ragazzi che si iscriveranno alla Statale tra due anni che università troveranno?
«Più chiara e meno dispersiva. Ci saranno percorsi più indirizzati e con gradi di difficoltà diversi. Seguiremo di più gli studenti per evitare che si “perdano”. Vogliamo infine potenziare l'e-learning, l'apprendimento via Internet. Non solo per gli studenti lavoratori».
Ci saranno corsi on line?
«Già ora succede per Sicurezza informatica, dove restano comunque momenti di dialogo tra studenti e insegnanti. In futuro potremmo estendere la cosa ad altre discipline. Via Internet si potranno fare esercitazioni o trovare approfondimenti nelle materie “tradizionali”».
Resta il problema, per chi arriva da fuori città, dell'alloggio.
«I posti in residenze e collegi aumentano di 100-200 unità all'anno, dovrebbero farlo dieci volte tanto. Che cosa manca? Imprenditori che dicano: ecco mille alloggi, quanti ne volete per gli studenti? Qualcosa si muove, ma serve una strategia».
Quale?
«Gli alloggi devono attrarre competenze utili alla città, anche dall'estero. Magari chiedendo in cambio posti per i nostri studenti. Penso alla Cina ad esempio».
La Statale ha un bilancio da 600 milioni di euro. Nel 2004, la voce «personale» ha assorbito il 46% delle risorse, le borse di studio solo il 5. Aumenteranno?
«Non c'è grande spazio di manovra. Il problema dell'assistenza allo studio è un altro: la fascia di reddito per accedere ai benefici è bassa, basta poco per superarla».
Chiederete una revisione?
«Possiamo solo attenerci alle regole».
Siete a caccia di uno sponsor per rifare la facciata.
«Non c'è altra soluzione. Lo troveremo presto, credo».
Che cosa pensa delle laurea ad honorem data a Vasco Rossi?
«Per me restano cerimonie accademiche e non promozionali, devono premiare degli studiosi. Martedì consegneremo la laurea honoris causa in medicina al premio nobel Andrew Victor Schally. Andiamo sul sicuro...».