Medicine taroccate: ogni anno i morti sono mezzo milione

L’Oms mette in guardia i consumatori: un farmaco su dieci è contraffatto. I rischi maggiori per chi acquista su internet. E il <em>Telegraph</em> avverte: le pillole killer potrebbero arrivare negli ospedali

A volte sono copie perfette: colore, forma, confezione, inchiostro, persino l’ologramma sulla scatola. Dentro, però, le pillole contengono tutt’altro: non sono medicinali, sono dei falsi. Nei casi meno gravi non curano, perché il principio attivo è assente. Ma capita anche che, al posto degli ingredienti previsti, le pastiglie nascondano sostanze mortali: le vittime, ogni anno, sono mezzo milione in tutto il mondo.
Le pillole che uccidono sono antibiotici, antimalarici, anabolizzanti, farmaci per l’impotenza, antivirali (ricercatissimi all’epoca dell’allarme aviaria). Persino finte medicine anti cancro o anti Aids. Un farmaco su dieci è taroccato e dentro c’è di tutto: da farina e vitamine fino a sapone, veleno per topi, detersivo, cemento. In Canada una donna è morta per colpa di un sonnifero comprato su internet: era un mix di uranio, alluminio, selenio e arsenico.

Un farmaco che costa meno di un centesimo fa guadagnare anche cinquanta volte di più: totale, un business da 23 miliardi di euro. In continua crescita: l’Organizzazione mondiale della sanità prevede che la cifra tocchi i 48 miliardi nel 2010. Le contraffazioni si moltiplicano su internet: in media un quarto di tutte le e-mail (cioè 15 miliardi di messaggi al giorno) è spam farmaceutico. Link che rimandano a siti con indirizzi occulti: in questi casi, avverte sempre l’Oms, metà delle medicine è un falso. In Europa l’allarme non è ancora alto come in Asia, in Africa o in Sud America, dove i farmaci contraffatti sono, in media, il 30 per cento del totale (in Cina causano la morte di 200mila persone ogni anno); ma gli acquisti su internet sono sempre più frequenti e, ormai, il mercato dei falsi copre l’uno per cento delle vendite. Quasi mezzo miliardo di euro raccolti dai trafficanti ogni anno in Paesi come l’Italia o il Regno Unito, dove i cittadini spendono volentieri pur di assicurarsi il sogno della salute. Ma il quotidiano britannico Telegraph ha insinuato un altro sospetto: è vero che negli ospedali inglesi non sono ancora state registrate morti legate direttamente a farmaci falsi, ma gli esperti della sicurezza ritengono «probabile» che sia già successo. Magari in qualche caso di «reazione avversa» inaspettata e mai spiegata.

In Italia, per ora, i falsi sono ancora un fenomeno in gran parte sottobanco. Colpiscono target precisi: «I più taroccati sono i farmaci lifestyle - racconta Daniela Mainini, avvocato specializzato nella difesa dei brevetti e presidente del Centro studi anticontraffazione -, gli anabolizzanti, comprati da tanti giovani, e poi gli stimolanti sessuali. Internet è come un bancone sempre aperto: il pacco è una busta, i controlli alle frontiere sono difficili». Facile far passare pillole o principi attivi da «rielaborare» in qualche scantinato. Facile anche riconfezionare medicine scadute e poi rivenderle. Chi compra non ne sa nulla: «A differenza dei falsi di lusso - aggiunge Mainini - dove, in parte, i consumatori sono complici, in questo caso sono soltanto vittime».