Il medico-Don Chisciotte querela

Fabrizio Graffione

Il Don Chisciotte dei camici bianchi liguri si affida ad un'illustre toga nera del foro genovese per portare davanti ai giudici il caso del San Martino dopo la denuncia «contro i potenti» lanciata attraverso la pagina a pagamento sul nostro giornale. Ieri l'avvocato Silvio Romanelli ha presentato una denuncia ai carabinieri contro la direzione generale dell'azienda ospedaliera per tutelare gli interessi di Edoardo Berti Riboli. Nella citazione viene querelato il manager dell'Asl Gaetano Cosenza per diffamazione a mezzo stampa e abuso in atti d'ufficio. La prima denuncia riguarda le affermazioni di Cosenza ad alcune televisioni e giornali. Secondo l'avvocato Romanelli, Cosenza avrebbe bollato specificamente e singolarmente di «insufficiente produttività» l'operato di Berti Riboli andando quindi a danneggiare l'immagine pubblica professionale del cattedratico. Il direttore generale, inoltre, non avrebbe spiegato il perché della sua affermazione, limitandosi a ribadire di avere osservato i parametri di giudizio della Regione applicati a tutti i primari e reparti ospedalieri.
La seconda parte della denuncia riguarda invece un articolo della legge sul «licenziamento» dei primari universitari. Secondo l'articolo quindici del decreto legislativo del 30 dicembre 1992, ricordato dall'avvocato Romanelli, Edoardo Berti Riboli non poteva essere «pensionato» dalla direzione generale del San Martino per «limiti di età». Infatti secondo questa norma, il professore sarebbe dovuto andare in «pensione», ma sempre con la possibilità di rinnovo della convenzione per il rapporto assistenziale, non prima della fine dell'anno accademico del 2006 e cioè con l'anno dopo rispetto al provvedimento spedito da Cosenza il venti maggio scorso. Intanto al professore Don Chisciotte continuano ad arrivare numerose telefonate ed email nelle quali lo si invita a «tenere duro» nella sua battaglia «contro i potenti». Berti Riboli l'altro giorno a Milano è stato anche ricevuto da Antonio Di Pietro. L'ex procuratore d'assalto di «Mani pulite» sta preparando, come altri colleghi parlamentari, un'interrogazione per fare luce sul caso. Anche i consiglieri regionali di Forza Italia hanno presentato nel parlamentino ligure un'interrogazione per chiarire la vicenda chiedendo come la giunta Burlando e l'assessore Claudio Montaldo intendano muoversi intorno al «polverone» che ha investito il nosocomio ligure.

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