Il medico vittima del quad impazzito

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È ancora profonda l’impressione per il tragico incidente in cui ha perso al vita, due giorni fa, Enrico Gandolfo, 53 anni, direttore della Clinica oculistica dell’Università di Brescia, vittima di una caduta dal suo mezzo fuoristrada «quad». La figura del medico, che viveva ed esercitava la professione nella città lombarda, ma era nato a Imperia, era particolarmente stimata a Mendatica dove Gandolfo, noto anche per la sua attività filantropica, aveva una casa e trascorreva frequenti periodi di ferie. Proprio nella frazione San Bernardo di Mendatica, a poca distanza dall’abitazione, si è verificato l’incidente: il medico, che tutti descrivono come persona particolarmente prudente e comunque estraneo a mettere a repentaglio la sicurezza sua e altrui, si accingeva a partire per una escursione a bordo del mezzo a quattro ruote motrici, acquistato di recente, in compagnia del fratello. All’improvviso, probabilmente per un sobbalzo sul terreno innevato, il quad ha fatto perdere l’equilibrio al conducente che - anche secondo quanto riferito dal figlio che era a poca distanza e dal fratello stesso che si trovava a bordo - è caduto per circa sei metri in avanti, col capo rivolto verso il basso, finendo in un dirupo. Fatale a Gandolfo il gravissimo trauma alla testa, oltre alle altre numerose ferite riportate nella caduta. Nonostante l’immediato soccorso del fratello, che è rimasto illeso nell’incidente, e del figlio, che ha praticato anche la respirazione bocca a bocca, il medico ha cessato di vivere dopo pochi minuti.