Le medie islamiche «emigrano» alle statali

Ancora nessuna soluzione per le elementari. Ma dopo una riunione con le mamme egiziane al liceo Einstein aumentate le iscrizioni spontanee al pubblico

Augusto Pozzoli

Da via Quaranta alle scuole pubbliche, almeno per i ragazzini delle medie. Una prospettiva ormai certa: si sono detti d’accordo i genitori egiziani riuniti ieri nel tardo pomeriggio nei locali della scuola chiusa: pronto il direttore scolastico regionale, Mario Dutto, a fare la sua parte. Resta comunque irrisolto il problema dei bambini delle elementari.
«Un importante passo avanti – è stato il primo commento di Dutto –. Si dimostra che si sceglie la strada della ragionevolezza anche le posizioni più radicate si possono incontrare. In verità ci sono volute due ore e mezzo di assemblea per raggiungere un accordo. La proposta era stata concordata tra i responsabili di via Quaranta, da una parte, e il consigliere comunale, Sandro Antoniazzi, con i suoi esperti dall’altra. Come si è detto l’accordo riguarda i ragazzi delle medie, due classi con 45 iscritti in tutto. Secondo il sistema di istruzione egiziano le elementari durano sei anni.
Messa a punto anche la prospettiva da raggiungere: i ragazzi che lasceranno via Quaranta saranno suddivisi in tre o quattro gruppi che verranno presentati in altrettante scuole medie milanesi con una precisa richiesta: 27 ore di lezione settimanale e un’iniziativa di sostegno soprattutto per imparare bene la lingua italiana, disciplina per cui alla scuola frequentata fino allo scorso anno pare non ci fosse un insegnamento adeguato alla preparazione che in genere si richiede nelle nostre scuola.
Lezioni nella scuola italiana dunque, secondo i programmi normali, ma solo al mattino. Una necessità perché i genitori hanno accettato a patto che comunque venisse garantita anche la preparazione per sostenere a fine anno scolastico gli esami di idoneità presso il consolato egiziano. Questa attività verrebbe comunque organizzata autonomamente dalla comunità islamica. E per gli altri bambini? Aly Sharif, responsabile del centro islamico ha annunciato di aver chiesto ai tecnici di studiare come mettere a punto i locali di via Quaranta almeno per accogliere i bimbi più piccini, per attivare l’assistenza tipo quella che viene fornita da un nido o da una materna.
Ancora nessuna prospettiva per quanto riguarda i bimbi delle elementari. Va detto peraltro che proprio tra questi continua e si consolida sempre più di giorno in giorno la tendenza dei singoli genitori che spontaneamente, dopo l’assemblea al liceo Einstein di una settimana fa, si recano direttamente nelle scuole statali milanesi ad iscrivere i propri figli. Sarebbero infatti ormai una cinquantina le iscrizioni di questo tipo: per loro nei prossimi giorni verrà organizzato un incontro dei dirigenti scolastici coinvolti con i quali studiare in dettaglio le modalità di accoglienza dei piccoli egiziani, soprattutto per quanto riguarda le tre ore settimanali dedicate all’insegnamento della lingua araba.
«Per noi – osserva con soddisfazione Mario Dutto – si tratta di un impegno non da poco. Ma cercheremo di dare la risposta migliore, perché intendiamo assicurare il diritto allo studio di questi bambini come cerchiamo di fare per qualsiasi altro alunno delle nostre scuole». La vicenda di via Quaranta, insomma, sembra avviarsi verso una soluzione accettabile. Intanto Sharif il cui ruolo di mediazione nella vicenda sembra sia stato fondamentale, ha annunciato di aver scritto una lettera al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per chiedergli tutela e sostegno perché anche i figli degli egiziani possano studiare senza perdere la loro identità.