Medio Oriente: sciiti e sunniti si danno battaglia a colpi di hacker

Le tensioni politiche tra l’Arabia Saudita sunnita e l’Iran sciita si spostano online ai danni dei siti di mass
media ed emittenti satellitari

Anche gli hacker contribuiscono oggi a rendere più difficili le già tese relazioni tra l’Arabia Saudita, regno custode dell’islam sunnita, e l’Iran sciita. Tra i due Paesi la rivalità cresce ormai da mesi, da quando l’influenza di Teheran - attraverso gruppi dall’importante forza militare come le milizie libanesi di Hezbollah o attraverso la fiducia degli ayatollah nel proprio programma nucleare - è aumentata nella regione. E Riad teme da tempo di perdere il primato di potenza regionale e religiosa e soffre della crescente presenza iraniana in Irak.

Ora, la contesa si sposta su Internet: hacker, che si sono subito auto dichiarati sciiti, hanno bloccato il sito web della televisione satellitare Al Arabiya, saudita ma con sede a Dubai. Un mese prima, l’Iran aveva reso noto un simile “attacco” su diversi siti da parte di hacker questa volta sunniti. Lo aveva scritto l’agenzia di stampa iraniana Fars, incolpando pirati non soltanto sunniti, ma persino wahhabiti, la corrente ultra conservatrice islamica del regno saudita. Tra i siti anche quello del popolare ayatollah iracheno, Ali Al Sistani. “Se gli attacchi sui pagine web sciite continueranno, nessuno dei vostri siti sarà al sicuro”, hanno scritto gli hacker sciiti bloccando l’home page della tv satellitare saudita.