Mediobanca: ci sono anche Zunino e Amber

Secondo il nuovo statuto il presidente potrà partecipare ai comitati di gestione

da Milano

Ci saranno anche Luigi Zunino e Fancesco Denozza nel consiglio di sorveglianza di Mediobanca. Sono questi i due nomi che, salvo sorprese, completeranno il board, composto da 21 membri. Gli altri 19, a partire dal presidente Cesare Geronzi, sono stati indicati lunedì dal patto di sindacato del gruppo, che controlla il 54% di Mediobanca.
Zunino, immobiliarista a capo del gruppo Risanamento, azionista con il 3,8%, ha presentato ieri una lista con il suo nome e quello di Paolo Ferro Luzi, docente universitario ed esperto di Diritto commerciale, ex presidente di Fondiaria Sai. Mentre in serata si sono fatti avanti anche i fondi del gruppo Amber Capital Lp, azionisti con una quota del 2,09%, candidando Francesco Denozza, docente universitario di Diritto commerciale e tra gli indipendenti nel precedente cda Telecom, e Lino Benassi, già ad di Intesa e di Ina, attuale socio accomandatario nella B&D sapa, la cassaforte che sta a monte del gruppo De Agostini.
In base al futuro statuto, che verrà approvato dall’assemblea del 27 giugno, chi ha più dell’1% del capitale poteva presentare liste di minoranza per occupare due dei 21 posti previsti nel cds. Il termine scadeva ieri. In base all’ordine in cui le liste sono state scritte dovrebbero entrare in cds solo i rispettivi capilista: Zunino e Denozza, appunto.
Come si ricorderà la prima lista, presentata «proforma» congiuntamente da Unicredit (8,68%) e Italcementi (1,41%) per conto del patto, è guidata da Geronzi e ne fanno poi parte, in ordine, Dieter Rampl, Jean Azema, Tarak Ben Ammar, Gilberto Benetton, Antoine Bernheim, Roberto Bertazzoni, Vincent Bollorè, Angelo Casò, Giancarlo Cerutti, Ennio Doris, Pietro Ferrero, Jonella Ligresti, Fabrizio Palenzona, Carlo Pesenti, Eugenio Pinto, Eric Strutz, Marco Tronchetti Provera, Gabriele Villa, Alessandro Trotter e Paolo Sfameni. Gli ultimi due soggetti in corsa, a questo punto, non verranno nominati, sostituiti dai candidati delle due minoranze.
Dalla lettura dello statuto che verrà approvato dall’assemblea si legge che Cesare Geronzi, in qualità di presidente del consiglio di sorveglianza (già designato), parteciperà «di norma» alle riunioni del consiglio di gestione (che sarà guidato da Alberto Nagel). Mentre il cds, su proposta del comitato nomine, sceglie uno o due vicepresidenti. Sembra che un candidato certo a tale carica sia il presidente di Unicredit Dieter Rampl.
Lo statuto prevede anche che alle riunioni del cds «assistono, salvo diversa determinazione del presidente del consiglio stesso, il presidente del consiglio di gestione nonché il consigliere delegato e il direttore generale» ai quali possono essere chieste informazioni. In maniera speculare Geronzi parteciperà alle riunioni del consiglio di gestione, per l’appuntamento di ogni fine mese. Mentre il consiglio di sorveglianza «si riunisce di regola almeno cinque volte l’anno». Quello di gestione, invece, andrà convocato «di regola almeno una volta al mese».