Mediobanca, due mesi per il nuovo assetto

Bernabè in visita da Nagel e Pagliaro. Rampl media e Marchetti lavora allo statuto e ai compiti delicati del comitato esecutivo

da Milano

Per il futuro assetto di Mediobanca si va verso una soluzione di compromesso. Oggi si riuniscono Patto di sindacato e consiglio di sorveglianza, e alla fine dovrebbe prevalere la linea trattata per tutta la giornata di ieri da alcuni grandi soci: una presa d’atto della necessità di cambiare la governance dell’istituto, anche per ottemperare alle indicazioni di Bankitalia. E in proposito l’ipotesi dell’abbandono del sistema duale a favore del ritorno al vecchio cda, è la più forte. Tuttavia, nessuna soluzione sarà preconfezionata. Ma il cds dovrebbe proporre l’apertura di un tavolo a cui si potranno sedere, con il presidente Cesare Geronzi, sia i soci, sia i manager, insieme con il notaio Pier Gaetano Marchetti, per mettere a punto insieme il percorso che porterà alla stesura del nuovo statuto (probabilmente partendo dalla bozza iniziale di Marchetti e dal ruolo del futuro comitato esecutivo che potrebbe risolvere le diatribe).
Un’opera che, quindi, parte oggi, ma si concluderà a settembre, in tempo per portare lo statuto in assemblea a fine ottobre. Così da dare il tempo a manager e soci di trovare l’accordo che fino a ieri mancava del tutto. La soluzione sarebbe il frutto del gran lavoro di mediazione di Dieter Rampl, vicepresidente di Unicredit (maggiore socio di Mediobanca), che già da qualche giorno ha posto la «soluzione condivisa» come soluzione sine qua non per procedere. Non a caso lo stesso Rampl ha commentato la situazione con parole serene, ma precise: «C’erano diverse questioni sul tavolo di cui abbiamo discusso. I soci decideranno domani. La governance è sempre un work in progress. Unicredit come sempre ha una posizione chiara».
Da Mediobanca sono usciti tutti alle 22. Tarak Ben Ammar, Marco Tronchetti e Rampl, componenti del comitato governance, con Vincent Bollorè ed Ennio Doris, membri del direttivo del patto, insieme con il presidente Geronzi e con Marchetti, si erano visti in diverse riunioni. I manager, Renato Pagliaro ed Alberto Nagel, invece, avevano già lasciato la banca. Il tentativo, per tutta la giornata è stato quello di trovare una mediazione: di fronte alla prospettiva di abbandonare la governance duale per tornare al vecchio cda, come noto, Pagliaro e Nagel si sono irrigiditi. Mentre Unicredit ha preso una posizione intermedia, chiedendo che ogni modifica fosse condivisa. Ma senza preclusioni sul ritorno al passato. E su questo punto sembrava che ogni prova di dialogo si fosse arenata di fronte alla pregiudiziale dei manager. Che chiederebbero di mantenere l’autonomia dell’attuale cdg avendo la maggioranza del futuro comitato esecutivo. E alla fine sarebbe prevalsa la mediazione.
Ieri in Mediobanca è arrivato a pranzo anche Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom, per incontrare Nagel e Pagliaro. Ma un suo ruolo di mediazione nella vicenda è stato smentito da più fonti.