Mediobanca mette sul piatto 2,2 miliardi

Nagel: «Per le Generali è auspicabile un miglior utilizzo del capitale. Sul destino di Alleanza deciderà il management di Trieste»

Marcello Zacché

da Milano

Ci sono 2,2 miliardi pronti per essere spesi dalla «nuova» Mediobanca. Arriveranno acquisizioni per far crescere la banca d’affari nei suoi settori d’attività. Ma ci saranno, ancora e sempre, anche le assicurazioni Generali, colosso assicurativo di cui Piazzetta Cuccia controlla il 14%. E per il quale sia il direttore generale Alberto Nagel, sia il condirettore Renato Pagliaro, hanno ieri speso parole chiare, a dimostrazione di quanto siano importanti.
«Generali mostra un percorso di solida crescita economica che sarà confermato dal nuovo piano a cavallo di fine anno», ha detto Pagliaro, riferendosi al piano d’impresa triennale atteso per l’autunno. Mentre Nagel ha accennato a una possibile sottovalutazione del settore assicurativo, aggiungendo che «a nostro avviso Generali beneficerà di sinergie interne molto importanti e della ottimizzazione dell’uso del capitale». Nagel non ha voluto però entrare nel merito sulle possibili azioni che potebbe intraprendere Generali. E a una domanda sulla fattibilità e la convenienza di un’offerta sulle minoranze della controllata Alleanza si è limitato a dire che l’analisi di eventuali operazioni «spetta al management».
Il palcoscenico era la presentazione del piano triennale 2006-2008 di Piazzetta Cuccia, da cui è uscita una Mediobanca «nuova» perché per la prima volta la sua missione è definita esclusivamente nei confronti del mercato. L’era della holding di partecipazioni stretegiche, detenute nelle società simbolo del capitalismo italiano, è tramontata e i due direttori hanno parlato di fronte alla comunità finanziaria di numeri e obiettivi. L’idea di fondo è che il capitale della banca debba essere investito nello sviluppo dei tre settori di attività (wholesale, retail e private banking). L’acquisto di partecipazioni diventa funzionale alla creazione dei business. Sul fronte finanziario interessano, per esempio, le operazioni Terna e Snam Rete Gas. Ma grande attenzione verrà data allo sviluppo all’estero (Spagna nel mirino dopo la Francia) e ai servizi retail (credito al consumo, leasing) con l’obiettivo di diventare anche banca per famiglie.
Per tutto questo si comincerà con la cessione delle partecipazioni non strategiche (Gemina, Mediolanum, Finmeccanica, FonSai, Ciment Français, e la Ferrari), che potenzialmente valgono 800 milioni. Questi, sommati al free capital che Nagel ha stimato in 1,3 miliardi, darà qui 2,2 miliardi pronti per essere utilizzati. «Abbiamo spazio per una grande acquisizione - ha detto Nagel - ma non necessariamente punteremo le nostre fiches su una cosa sola» ha affermato, aggiungendo che «ci sono progetti di acquisizione che stiamo vagliando quasi quotidianamente». Le quote in Fiat, Telecom, Pirelli e Italmobiliare, per ora, non si venderanno. Per ora.