Mediobanca: nel 2004 i fondi hanno reso meno di Piazza Affari

L’ufficio studi di Piazzetta Cuccia: Borsa italiana è cresciuta del 22% i gestori si sono fermati al 5,3%. In aumento i costi (+4,6%). Raccolta negativa per 23 miliardi

Felice Manti

da Milano

Nel 2004 i 1.247 fondi di diritto italiano hanno deluso gli obiettivi e hanno sottoperformato il mercato.
Il quadro che è emerso dall’indagine annuale condotta dall’Ufficio studi di Mediobanca è inequivocabile. Il rendimento medio netto del patrimonio, pari a 369 miliardi, è stato pari al 2,9%, in calo dello 0,7% rispetto al 2003.
Il dato ancora più negativo è legato alla raccolta netta: secondo Mediobanca i riscatti hanno superato le nuove sottoscrizioni di 23,3 miliardi di euro. Si tratta di un record storico negativo che ha determinato il calo del 3% sul patrimonio netto gestito.
La diminuizione del patrimonio potrebbe essere legata al balzo dei costi di gestione, aumentati del 4,6% e pari al 28% dei proventi lordi del portafoglio, 4 punti percentuali in più rispetto al 2003.
Dal raffronto dei rendimenti dei fondi azionari con quelli immobiliari e con le performance di Borsa nel 2004 emerge un dato significativo: chi ha investito su un fondo azionario ha incassato mediamente il 5,3%, leggermente meno di quanto effettivamente guadagnato dalle borse mondiali (6,4%) e circa un quarto della performance di Piazza Affari, cresciuta del 22,1% al netto d’imposte.
La performance dei fondi azionari è risultata inferiore di 1,4 punti percentuali anche rispetto ai benchmark, cioè agli obiettivi, scelti dagli stessi gestori. Diversa la crescita dei fondi obbligazionari, cresciuti del 2,3% e di mezzo punto percentuale superiore al rendimento dei Bot, pari all’1,8%.
L’ufficio studi di Piazzetta Cuccia ha anche calcolato che dal 1998-2000 «la distruzione di valore è stimabile tra 68 (ultimi 7 anni) e 109 miliardi di euro (ultimi 5 anni)». Una cifra, dicono gli analisti di Mediobanca, che «avrebbe potuto trovare un impiego produttivo a sostegno dello sviluppo economico nazionale».
Sotto i riflettori anche l’andamento dei Buoni ordinari del Tesoro (Bot), paragonati al rendimento dei fondi obbligazionari, giudicati «insoddisfacenti» rispetto alla elevata componente di rischio di questo strumento finanziario. Dalla loro nascita ad oggi, dicono gli analisti di Mediobanca i fondi italiani «hanno fruttato agli investitori un rendimento medio annuo del 7%, inferiore a quello dei Bot a 12 mesi, pari al 7,7%».