Mediobanca raddoppia l’utile Nagel: «Più cedole? Si può fare»

Exploit di Mediobanca in Borsa, che sale del 2,6%, miglior titolo del paniere principale, grazie ai positivi dati trimestrali che hanno visto margine di interesse e utili in crescita, rettifiche in calo e aumento del valore delle partecipazioni. L’ad Alberto Nagel ha detto che, se continua così, «ci sarà spazio per aumentare il dividendo».
I numeri positivi hanno superato le attese del mercato: nel solo terzo trimestre dell'anno i ricavi sono stati pari a 532 milioni, contro i 454,6 milioni dello stesso periodo precedente. Un dato spinto dall'incremento del margine di interesse (+22,1% a 268,3 milioni) e dalle commissioni, in rialzo di 9 milioni rispetto allo stesso periodo 2010. L'utile trimestrale è raddoppiato a 156 milioni di euro contro gli 84,3 milioni del terzo trimestre 2010, grazie a rettifiche su crediti calate del 16,7% a 101,5 milioni contro i precedenti 121,9 milioni. Complessivamente, nei primi nove mesi dell'anno, l'utile è stato pari a 419 milioni, in crescita del 18% sullo stesso periodo precedente, mentre il valore di mercato delle partecipazioni, che rappresentano la maggior parte del Nav (Net Asset Value) di Mediobanca, è salito a 3,2 da 3 miliardi. Nei primi nove mesi, infatti, la divisione principal investing mostra un utile di 153,8 milioni, in crescita dai 121,4 milioni dello scorso anno, grazie al ritorno alla redditività di Rcs e della sostanziale tenuta di Generali. I dati migliori delle attese, spiega un analista di una sim milanese, sono dovuti al contributo derivante dalla divisione investment banking, al buon andamento del margine di interesse, mentre le rettifiche sono sostanzialmente in linea con le attese. Prosegue a ritmo spedito anche Che Banca!, che nei primi nove mesi dell'anno ha registrato una perdita di 28 milioni, inferiore ai 60,8 milioni dell'anno precedente.
Nessuna novità, invece, sul fronte del patto di sindacato che governa l'istituto, su cui non ci sarebbe alcuna discussione in questo momento. Solo Vincent Bolloré si mostrato più cauto: «Non lo so», si è limitato a dire il finanziere, rispondendo alla domanda se il Santander uscirà dal patto di sindacato di Mediobanca, in scadenza a fine anno. La banca spagnola partecipa al patto tramite la Santusa Holding, membro del gruppo C del patto, guidato dal finanziere bretone Vincent Bolloré. La figlia del presidente del Banco Emilio Botin, Ana Patricia, si è dimessa recentemente dal cda delle Generali, principale partecipata di Mediobanca.