Mediobanca stringe i tempi: nuovi soci entro fine mese

Il patto di sindacato convocato per il 26 ottobre Bolloré: «I francesi presenteranno un azionista»

da Milano

Quello che conta intorno a Mediobanca, in queste settimane, sono i soci che rileveranno il 9,4% del capitale della banca d’affari messo in vendita da Unicredit (che resta comunque il primo azionista con un altro 8,7%). E ieri, al termine del consiglio di sorveglianza presieduto da Cesare Geronzi, si è avuta conferma dei nomi più gettonati: «Vuole entrare Benetton, vuole entrare Fininvest, vuole entrare Sal Oppenheim, vuole entrare Popolare Vicenza; anche se non ho parlato direttamente con loro, credo di sì». Così ha detto Tarak Ben Ammar, consigliere in rappresentanza del gruppo (il «C») dei francesi.
Allo stesso modo è stato un altro francese, Vincent Bolloré, a confermare che il suo gruppo rileverà il 2% per salire dal 9 all’11%. E alla domanda se sia già stato individuato il nuovo soggetto che entrerà a far parte del gruppo C, Bolloré ha risposto che «non ci sono ancora stati contatti».
Il finanziere bretone ha ricordato che prima bisogna che gli attuali soci del gruppo C ricostituiscano le proprie quote ai livelli precedenti la diluizione conseguente ai piani stock option. In questo modo, il gruppo C salirà dall’attuale 8,86% al 10%, attraverso un incremento pro quota dei tre soci Bolloré, Groupama e Santusa (Santander). «Dopo - ha concluso Bolloré - bisognerà presentare un nuovo socio, ma questo è ancora da definirsi».
Nelle stesse ore Ennio Doris, in un’intervista al Sole 24 Ore, confermava l’interesse a incrementare la quota di Mediolanum «dell’uno e oltre». Il che, a conti fatti, presuppone che quel 9,4% finisca a Fininvest (1%), Benetton (2%), Pop Vicenza (1-2%), Mediolanum (1-2%), nuovo socio estero (1%), Sal Oppenheim (1-2%) e il resto spalmato tra i soci industriali del gruppo B.
Il patto di sindacato dei grandi soci, ha detto ieri Ben Ammar, si riunirà il 26 ottobre, alla vigilia dell’assemblea di bilancio dell’indomani. Ed è in quella occasione che potrebbe essere presa la decisione definitiva sul nuovo patto.
La procedura l’ha ricordata ieri Alessandro Profumo (in un’audizione al Parlamento), ad di Unicredit: «Quando Mediobanca, che ha il mandato, ci darà la lista, lo sapremo. Penso che i tempi non saranno lunghissimi». E Ben Ammar ha risposto: «Siamo in una democrazia di banca, si parlerà con tutti i soci».
Ben Ammar ha poi aggiunto che «non c’è un discorso di prelazione. L’argomento è gestito in amicizia. Ricordate il film «Indovina chi viene a cena?»: qui tutti vogliono venire a cena e allora vediamo quanto posto c’è a tavola».
Il cds di Mediobanca ha poi istituito - come previsto - il comitato governance, che sarà presieduto anch’esso (come il cds stesso e il patto di sindacato) da Cesare Geronzi. Al comitato oltre al presidente partecipano Dieter Rampl, Tarak Ben Ammar, Eugenio Pinto e Marco Tronchetti Provera, tutti consiglieri.
Il Comitato è necessario per mettere a punto le regole della nuova governance duale. In particolare, come spiega la nota di Mediobanca, verificherà l’applicazione del regolamento del cds, «lo stato e la funzionalità dei rapporti tra gli organi sociali, il rispetto del principio della ripartizione dei ruoli ed il bilanciamento dei rispettivi poteri in conformità delle disposizioni normative, regolamentari, statutarie, organizzative vigenti».