Mediobanca stringe la presa su Generali

Vinta una gara contro tre concorrenti Il nodo del patrimonio di vigilanza

da Milano

Mediobanca compra l’1,58% delle Generali e stringe la presa sul gruppo triestino, di cui è già il primo azionista con il 14%. Se la sostanza è questa, l’operazione è particolarmente innovativa, strutturata a termine su una scadenza lunga 3 anni e mezzo. La quota in oggetto è quella del Monte dei Paschi, che ieri aveva deciso di rompere gli indugi e di uscire. Il piano industriale del gruppo senese lo faceva presagire: 700 milioni (tanto è il valore della quota) di capitale imbalsamati rappresentavano un freno.
Per questo Mps ha deciso di uscire, ma conservando però i diritti di voto, anche perché è appena stato prolungato il patto di consultazione con Unicredito e Capitalia valido in vista delle assemblee. Quindi il gruppo senese ha strutturato un’operazione i cui elementi, in sintesi, sono quattro: prezzo a pronti, vendita a termine (consegna dei titoli a giugno 2010), senza diritto di voto e cedendo i dividendi. In più la clausola di «take over protection»: un’assicurazione per richiamare i titoli in caso del lancio di un’Opa sul gruppo Generali.
Su questa base giovedì pomeriggio è stata bandita un’asta tra le grandi banche d’affari, che entro la serata avrebbero dovuto offrire un prezzo vincolante. Non a caso, giovedì, il titolo Generali cedeva sul mercato un sostanzioso 2%: le banche interessate vendevano ai prezzi di giovedì, a cavallo dei 34 euro per azione, nell’attesa di ricoprirsi con l’operazione di ieri che, a occhio, era stata valutata intorno ai 33. E ieri il titolo ha recuperato quota 34,3, chiudendo in rialzo di oltre il 2%. Quattro le banche interessate: JpMorgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Mediobanca. E quest’ultima ha deciso di vincere la concorrenza con un’offerta di 33,5 euro che ha stracciato gli altri. Mediobanca ha così vinto la partita e si è assicurata, in caso di bisogno, un altro 1,58% delle Generali. Una quota che non rientrerebbe nei vincoli che prevedono che una banca può detenere in uno stesso asset una partecipazione di capitale che non ecceda il 40% del patrimonio di vigilanza. Questo 1,58% di Generali non si sommerebbe al rimanente 14% in quanto non assimilabile: si tratta di una sorta di finanziamento a Mps. E comunque a fronte dell’acquisto a termine Mediobanca si coprirà del rischio di prezzo con un’operazione uguale e contraria. Inoltre, a corredo dell’operazione, Mediobanca ha ceduto a Mps un call esercitabile alla scadenza sul 40% della quota, a un prezzo da determinare tramite una struttura derivata ad hoc.
Da un punto vista tecnico l’operazione è «di mercato», effettuata su un titolo che ha margini per salire ancora. Il gruppo ha parlato, in un comunicato, di «ottica di valorizzazione». Dal lato strategico permette a Mediobanca di rafforzare la sua posizione senza perdere il diritto a crescere ancora (il margine è di un altro 2%). Il che, a pochi mesi dalla scadenza del cda di primavera, intorno al quale da settimane si notano sul mercato manovre per ritoccare i pesi dei vari protagonisti, non guasta.