Mediobanca, utili sprint e la Borsa applaude Prime ipotesi su Generali

Il mercato festeggia i conti del primo semestre di Mediobanca. Il titolo dell'istituto di Piazzetta Cuccia, ieri, nel giorno in cui il cda ha approvato i risultati della prima metà dell'esercizio 2009-2010 (in chiusura a giugno), è balzato del 2,76% chiudendo a 7,81 euro. L'utile netto semestrale, rispetto allo stesso periodo dell'anno prima, è quasi triplicato raggiungendo quota 270 milioni. In ascesa anche l'indice di patrimonializzazione core tier 1, che si è portato all'11% dal 10,3% di giugno. L'attuale core tier 1, ha dichiarato durante la conference call con gli analisti l'ad Alberto Nagel, «sconta alcune ipotesi di distribuzione di dividendo», anche se al momento «è ancora troppo presto per dirlo». Da ricordare che Mediobanca con riferimento all'esercizio 2008-2009 non ha distribuito alcuna cedola in contanti. Sebbene alcuni risultati siano stati inferiori alle attese (il consensus sull'utile netto ad esempio si attestava a 275 milioni, leggermente al di sopra del dato effettivo), a parere di un analista «le linee principali del conto economico, ossia interessi e commissioni legati alla divisione corporate, hanno offerto risultati migliori delle attese ed è stata inoltre confermata una buona solidità patrimoniale». Secondo quanto si è appreso da fonti finanziarie, i rappresentanti dei soci francesi di Mediobanca, per motivazioni personali, non hanno preso parte al consiglio che ha licenziato i conti semestrali, se si eccettua un intervento telefonico del finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar durante il comitato esecutivo che ha preceduto il cda. Oltre al cda e al comitato esecutivo, ieri si sono riuniti anche il comitato remunerazioni, per adeguare lo statuto dei compensi alle direttive di Bankitalia, e i soci del patto di sindacato, che tra le altre cose ha dato il via libera allo svincolo della partecipazione dello 0,24% della cassaforte della famiglia Merloni, Fineldo. In nessuno degli incontri all'ordine del giorno sarebbe stato affrontato il nodo della presidenza delle Generali, per la quale indiscrezioni indicano come sostituto più probabile dell'ottuagenario Antoine Bernheim, proprio il presidente di Piazzetta Cuccia e del suo patto di sindacato, Cesare Geronzi. A inizio aprile il comitato nomine di Mediobanca, azionista di riferimento del gruppo del Leone triestino con il 14,7%, formulerà la propria proposta per la presidenza e la composizione del cda, subito prima della scadenza per la presentazione delle liste, nella prima settimana dello stesso mese.
L’orientamento di Piazzetta Cuccia sarebbe quello di mantenere una composizione del cda ben equilibrata tra soggetti azionisti e soggetti con una buona esperienza internazionale, benché il numero dei membri del board potrebbe essere diminuito. Mediobanca si starebbe inoltre muovendo in direzione di una redistribuzione dei compiti della triade alla guida delle Generali, ossia il presidente, che ora ha anche deleghe esecutive, e i due ad, Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot, i cui compiti di gestione sarebbero spesso in conflitto. Il modello verso cui si starebbe procedendo sarebbe quello di una presidenza del gruppo assicurativo meramente non esecutiva e affiancata o da un solo ad o da due ma con deleghe ben differenziate. Quanto alla vicenda Telecom, partecipata attraverso la cassaforte Telco, Mediobanca sembrerebbe propensa a favorire una soluzione internazionale della vicenda, che attribuisca quindi a Telefonica un ruolo di primo piano.