Meditazioni liriche per grandi compositori e interpreti

Trovare spazi aperti alle novità musicali, facendosi largo nelle programmazioni sempre più incentrate sul passato prossimo o remoto della musica, è il problema numero uno dei musicisti, compresi quelli che operano sulla piazza romana, dove tuttavia qualche opportunità, seppur rara, viene offerta. Ora la musica nuova dispone a Roma di un nuovo spazio - teatro delle Fornaci, nella omonima via, al civico 37, 400 posti, acustica eccellente - che ospita una prima serata di teatro musicale contemporaneo, (questa sera, cui seguirà una trasferta al teatro Duni di Matera, la settimana successiva) e la promessa di appuntamenti regolari nelle prossime stagioni. L’apertura di serata è affidata alla meditazione lirica in un atto Frammenti di Averroè, testo di Daniele Martino, musica di Marco Betta (sulla solitudine del grande filosofo, a Cordoba), seguito da un interludio strumentale di Sergio Rendine per ensemble cameristico e soprano. Le carte salvate, che racconta di una vicenda del periodo dell’Inquisizione, ha la forma di una pantomima, ed è su testo di Rosanna Festa e musica di Albino Taggeo, che della rassegna romana è il deus ex machina. A chiusura della serata un nuovo lavoro di Ennio Morricone, Epitaffi sparsi su testi - epitaffi ed epigrammi - di Sergio Miceli, già altre volte librettista del celebre compositore. La densa serata romana impegna uno stuolo di interpreti vocali (Pavone, Fornabaio, Scandaletti, Villari, Morelli, Ribba) e strumentali (gli ottimi solisti del «Nuovo Theatron Ensemble»), sotto la guida di Giovanni Pelliccia; regia, luci, costumi e scene di Dario Carmentano e Aldo Fagà. Il merito della bella iniziativa di teatro musicale contemporaneo è assunta dalle associazioni «Arteria» e «Pentarte», con il prezioso contributo dell’Imaie. Teatro della Fornaci. Sabato 3 novembre, ore 21. Ingresso libero