Medvedev: «Crisi economica colpa degli Usa»

da San Pietroburgo

Fino ad ora, Dmitri Medvedev era stato il presidente della distensione nei rapporti fra Russia e Occidente. Ieri, il successore di Putin è passato all’attacco. Dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo, l’inquilino del Cremlino ha tuonato contro gli Stati Uniti e specialmente contro la loro politica economica.
«Si sono arrogati un ruolo nel sistema economico mondiale che non corrisponde alle loro reali possibilità - ha detto il presidente russo all’apertura del meeting -. Ora sono fra i primi responsabili della crisi globale in corso». Una dura requisitoria, dunque, contro la «politica aggressiva ed egoista» e il «protezionismo» di Washington. Una prima bordata è arrivata parlando dello scorso anno. «Per i mercati finanziari globali il 2007 è stato uno dei più pesanti degli ultimi decenni, la crisi più profonda dalla grande depressione degli anni ’30». Una crisi che, secondo il presidente russo, è dovuta alla sottovalutazione dei rischi da parte delle grandi società e dalla politica aggressiva della maggiore economia mondiale, quella a stelle e strisce.
Ma le accuse di Medvedev agli Usa non finiscono qui: anche l’aumento dei prezzi dei generi alimentari sarebbe colpa dell’egoismo statunitense e del loro ricorso, sempre più massiccio, alle bioenergie. Contrapposta al corso «egoista» dei Paesi protezionisti, la Russia si offre come partner per azioni comuni volte a superare la carenza alimentare: dando la precedenza, in materia di energia, all’idroelettrico e al nucleare.
Insomma, il nuovo presidente rivendica per la Russia un ruolo di primo piano. «Non per ambizioni imperialistiche - ha spiegato - ma perché abbiamo le risorse e le capacità reali. Le crisi odierne, sempre più frequenti, evidenziano che il sistema di istituzioni internazionali per dirigere l’economia non sa più rispondere alle sfide». Per il delfino di Putin, dunque, l’idea che gli Usa possano prendersi il ruolo di governatore globale si è rivelata illusoria, e occorre una profonda riforma delle istituzioni mondiali, a partire dal Fondo monetario internazionale.
Fra gli obiettivi di Medvedev, quello di tenere entro l’anno in Russia una conferenza internazionale con le maggiori società finanziarie e i migliori esperti. Un appuntamento che potrebbe diventare un appuntamento permanente. Se la Russia di Putin mostrava i muscoli, nemmeno quella di Medvedev scherza.